22 Aprile 2024

Notizie dal mondo del lavoro, previdenza e fisco

“Chronoworking”. Non ci sono più gli orari di una volta

Nuova tendenza del lavoro il “Chronoworking” e termine coniato dalla giornalista britannica Ellen Scott. Una storia divertente e diversa riportata da  un’articolo (di pochi giorni fa) della prestigiosa testata britannica Bbc

“Alcuni lavoratori raggiungono il picco di produttività nelle ore notturne e vogliono lavorare dopo che la maggior parte delle persone si è disconnessa” si legge in un passaggio dell’articolo.

Tutto cambia, e nemmeno l’orario di lavoro è quello di una volta. 

Uno stile di vita più gratificante e orari di lavori più comodi alle proprie esigenze. È questo a cui puntano, oggi, in tanti.

Cosi le organizzazioni aziendali cavalcano l’onda del cambiamento e la gestione tradizionale del lavoro sembra un vecchio ricordo.

Lo smartworking ha cambiato per sempre la forma della prestazione lavorativa.

A farsi strada è il desiderio di una maggiore flessibilità tra tempi di vita e di lavoro, produttività e orientamento al risultato.

Via dagli schemi tradizionali e predefiniti.  

La nuova tendenza, scovata nel mondo anglossassone, tratta una modalità di organizzazione creativa del lavoro. 

I dipendenti scelgono di concentrare la propria prestazione lavorativa all’interno di uno slot orario che segue ritmi biologici del proprio corpo, il “cronotipo”.

Via dall’articolazione oraria “tradizionale” più impiegatizia, di solito tra le 9.00 e le 17.00. 

Il cronolavoro sembra rivoluzionare la stessa idea di giornata lavorativa tradizionale conformando le attività a maggiori prestazioni individuali. 

La spinta innovativa del cronolavoro, nel suo complesso, potrebbe dipendere anche dall’approccio generazionale al lavoro. 

La generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) sembra di gran lunga preferire un orario serale/notturno rispetto alla generazione dei Millenials, abituati all’idea che il lavoro non debba mai prolungarsi oltre le ore 18.00.

Guardando poi al contesto nazionale in cui la contrattazione collettiva riveste un’importanza peculiare nella tutela dei diritti dei lavoratori, un fenomeno quale il chronoworking andrebbe monitorato in virtù dei potenziali rischi per la salute psicofisica dei dipendenti, specialmente nel caso in cui la prestazione di lavoro si collochi all’interno di fasce orarie per cui la negoziazione sindacale prevede maggiorazioni e particolarità legate al lavoro notturno. 

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