Economia circolare e povertà in Italia, tra i Paesi più colpiti da perdite economiche legate al clima. Lo afferma il report dell’Agenzia europea dell’Ambiente (Eea) sullo stato dell’ambiente in Europa.
I Paesi con le perdite più elevate per chilometro quadrato sono la Slovenia (866.467 euro), il Belgio (553.942 euro), la Germania (504.812 euro), la Svizzera (481.820 euro) e l’Italia (446.788 euro).
In generale. Dal 1980 al 2023, gli eventi legati al clima e alle condizioni meteorologiche hanno causato nell’Ue perdite superiori a 738 miliardi di euro. Oltre 162 miliardi provengono dagli ultimi 3 anni, che rientrano tutti tra i 5 anni con le perdite economiche annuali più elevate.
Per quanto riguarda il report, nel complesso, secondo gli autori l’Italia sta compiendo passi significativi verso la sostenibilità, ma deve affrontare numerose sfide.
Tra i punti di forza dell’Italia emergono lo sviluppo dell’agricoltura biologica (18,1%); la crescita delle fonti rinnovabili, che supera il traguardo del 2020 e punta al 38,7% entro il 2030; e la riduzione delle emissioni di gas serra. Ampia e’ anche l’estensione delle aree protette (21,4%), ma per contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei sarà necessario compiere ulteriori passi avanti.
Anche gli effetti dell’accelerazione dei cambiamenti climatici sono una problematica urgente, secondo il report che raccoglie dati da 38 Paesi. Le prospettive per la maggior parte delle tendenze ambientali sono preoccupanti e comportano gravi rischi per la prosperità economica, la sicurezza e la qualità della vita in Europa. Il documento sottolinea che l’Unione europea è leader mondiale nell’impegno per il clima, in quanto riduce le emissioni di gas serra e l’uso di combustibili fossili mentre raddoppia la quota di energie rinnovabili dal 2005.
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