23 Maggio 2024

Notizie dal mondo del lavoro, previdenza e fisco

Hashtag #Layoffs, social media e licenziamento 

Nell’era dello smartworking, anche la fine di un rapporto di lavoro può avvenire a distanza. Trattandosi di una fase delicata del rapporto, nessuno penserebbe mai di registrarne il contenuto. O quasi.

#LayOffs, l’hashtag che spopola in America

È quello che sta succedendo in America; dopo il trend #Quittok ovvero dare le dimissioni in diretta, questa volta a spopolare è l’hashtag #LayOffs, recentissima tendenza social che spinge gli utenti a pubblicare su TikTok l’istante in cui l’azienda si appresta ad intimare un licenziamento tutto ripreso e documentato.

Con la scritta POV: You’re about to get laid off (tradotto: stai per essere licenziato) milioni di utenti si avviano verso un percorso di svolta per l’attuale scenario lavorativo. Il trend riflette una diversa percezione dei rapporti di lavoro e mette in luce la realtà  dietro ogni licenziamento.

Nel video pubblicato da Brittany Pietsch, executive accountant di una nota azienda informatica, la chiamata dal personale delle risorse umane le comunica il licenziamento per mancato raggiungimento dei risultati previsti dalla performance aziendale. 

Il team, tuttavia, non le fornisce  feedback sulle ragioni del recesso e il video diviene presto virale. 

Gli utenti si dividono tra chi ritiene si tratti di un caso isolato di licenziamento “brutale” e chi, invece, considera questa prassi frutto di uno standard comune a più realtà aziendali. 

Perchè si diffonde questo fenomeno?

Secondo gli esperti delle tecnologie digitali, la necessità di condividere con il mondo alcuni momenti della propria quotidianità riflette la ricerca di una maggiore trasparenza dei rapporti di lavoro e spinge le persone a rendere pubblico un contenuto ignorando i possibili rischi per la  sfera personale e professionale.

 Se l’obiettivo è questo, il costo da sostenere è spesso più alto di ciò che si pensa (specialmente in presenza di accordi di riservatezza tra le parti).

Come riporta un articolo della BBC, la pubblicazione di questi contenuti deriva dal fatto che i dipendenti stanno iniziando a preoccuparsi molto meno rispetto al passato della necessità di tutelare la propria immagine o di rispettare un certo standard di professionalità all’interno del mercato del lavoro. Così, le conseguenze derivanti da una esposizione incontrollata potrebbero pregiudicare la stessa opportunità di trovare un altro lavoro in futuro. 

Basta pensare ai tanti commenti accusatori ricevuti da Brittany Pietsch all’indomani della pubblicazione del video del proprio licenziamento. 

Quali sono i rischi?

Il rischio di mostrare al mondo gli aspetti più intimi del proprio vissuto, come la fine di un lavoro, comporta la nascita di altre consapevolezze. Sono le consapevolezze dei singoli, ma anche delle organizzazioni aziendali. 

Molte aziende stanno iniziando a chiedersi come tutelarsi dai propri dipendenti, specialmente nei casi in cui condividano quanto segretamente avviene al loro interno.

Questo incide sul rapporto di fiducia che dovrebbe reciprocamente sussistere tra lavoratore e datore di lavoro e dimostra come la realtà stia profondamente cambiando.

Ciò che preoccupa è che dietro una semplice tendenza si nasconde spesso una questione sociale. 

Tra i commenti apparsi sul social X (prima Twitter) sulla scelta di registrare il proprio licenziamento, c’è chi sottolinea come il cambiamento debba riguardare tutti. 

La colpa non è soltanto dell’utente che condivide scene di vita che dovrebbero rimanere private, ma di policy datoriali poco accurate per “buttare fuori” qualcuno. 

“Se affrontare un licenziamento è un’esperienza spiacevole, licenziare qualcuno non è da meno. Anche questo richiede empatia e rispetto”, come scrive un utente. 

La diffusione di nuove strategie porta con sé dubbi e incertezze. 

La Generazione Z sembra aver capito che il metodo migliore per affrontare le difficoltà è la condivisione. Così il problema di uno può diventare un problema di tutti. 

Se l’approccio è questo, nei prossimi anni non si potrà più restare a guardare, e sarà necessario fornirsi degli strumenti adeguati per fare fronte al cambiamento.

Hashtag #Layoffs, social media e licenziamento.

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