“Necessario agire subito su popolazione attiva e spesa sociale”
In soli dieci anni usciranno dal lavoro circa 6,1 milioni di italiani: un esodo generazionale che rischia di lasciare il Paese senza ricambio e di mettere in crisi la tenuta del welfare”. È questo l’avvertimento del presidente dell’Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche), Natale Forlani, in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla transizione demografica. L’audizione in bicamerale si è svolta martedì 23 settembre.
In sintesi, secondo Forlani, la silver economy potrebbe essere anche un’occasione (come suggerisce l’Ocse) ma va indirizzata e governata. Al momento, invece, la stima degli impatti del cambiamento demografico conta sicuramente un ridimensionamento del Pil e una spesa crescente per le pensioni e la sanità oltre ai cambiamenti indotti con l’intreccio degli impatti tecnologici.
Entro il 2060 la popolazione in età da lavoro (20-64 anni) si ridurrà del 34%, con inevitabili conseguenze su crescita economica, welfare e sostenibilità della spesa pubblica. Per questo, secondo Forlani, è urgente intervenire con politiche mirate a rigenerare la popolazione attiva e rendere sostenibile la spesa sociale.
La dinamica è già visibile oggi, secondo l’analisi dell’Inapp: indice di dipendenza demografica in crescita, carenza di competenze e difficoltà nel reperimento di personale, spesa pensionistica in aumento fino al 17% del Pil entro il 2040, e oltre 4 milioni di over 65 non autosufficienti che richiedono assistenza continuativa.
L’intervento proposto si muove su due direttrici. Da una parte politiche pensionistiche per salvaguardare il pilastro previdenziale, restringendo gli schemi di ritiro anticipato e innalzando progressivamente l’età di pensionamento insieme a politiche attive che possano attivare quella quota di popolazione, circa 1,4 milioni di adulti, soprattutto giovani che oggi non studiano, non lavorano e non cercano un’occupazione, i cosiddetti Neet.
Accanto a questo, misure efficaci per integrare nel mercato del lavoro la quota più grande di risorse non impiegate: le donne. Questa “doppia strategia” – rigenerazione della forza lavoro e sostenibilità del welfare – “richiede un cambio di passo immediato: politiche coordinate che superino interventi frammentari, valorizzino le competenze delle generazioni mature e sostengano l’ingresso di giovani e donne nel mercato del lavoro”.

