Il numero delle tax expenditures ”è ancora molto elevato e il loro impatto in termini di mancate entrate è maggiore rispetto agli anni precedenti”. Nel 2025 si prevede ”una perdita di entrate pari a 119 miliardi di euro, pari a circa l’11,4% del gettito fiscale totale riscosso dallo Stato e al 5,8% del pil”.
Lo scrive la Commissione europea nel report ‘Mind the gap’. ”Sebbene il numero totale sia diminuito nel 2024 secondo la Commissione per le spese fiscali, si registrano perdite significative di entrate”, si sottolinea. Nel 2025, l’Italia ha ricevuto ”una raccomandazione specifica per rendere il sistema fiscale più favorevole alla crescita, anche riducendo le spese fiscali rimanenti”.
Accanto all’Iva, il documento amplia lo sguardo sulle criticità complessive del sistema fiscale italiano, che incidono indirettamente anche sulla compliance: un’economia sommersa elevata, una complessità normativa significativa e soprattutto il peso molto alto delle spese fiscali.
Per il 2025, le agevolazioni fiscali in Italia comportano oltre 119 miliardi di euro di mancato gettito, secondo Bruxelles, con una forte concentrazione nei settori dell’edilizia e delle politiche abitative. Pur precisando che “le spese fiscali non costituiscono evasione” (si intendono qui agevolazioni, detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta, bonus, ndr) la Commissione sottolinea che “la loro ampiezza e frammentazione riducono l’efficienza complessiva del sistema fiscale”.
Nel capitolo dedicato alle aree di intervento, Bruxelles indica come priorità per l’Italia il consolidamento delle riforme digitali, il rafforzamento dell’analisi del rischio e l’utilizzo delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, per migliorare l’efficacia dei controlli, in linea con gli obiettivi del Pnrr. Il 2025 viene indicato come un anno chiave per “trasformare i progressi recenti in risultati strutturali e duraturi nella riduzione dell’Iva mancante”. (ANSA).
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“Mind the gap”

