24 Giugno 2024

Notizie dal mondo del lavoro, previdenza e fisco

L’impatto dell’intelligenza artificiale tra rischi e opportunità

“Artificial Intelligence Act”, è questo il titolo della prima normativa europea sull’Intelligenza Artificiale che troverà applicazione entro la fine dell’anno.
Gli emendamenti approvati dal Parlamento Europeo, in data 14 giugno 2023, danno ufficialmente il via ad una graduale implementazione della materia, con regole volte alla salvaguardia della sicurezza, della salute e dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Ma cosa s’intende per Intelligenza Artificiale?

Con l’acronimo di origine anglosassone, A.I., Artificial Intelligence, si intende quella macchina o sistema innovativo che “mostra un comportamento intelligente analizzando il proprio ambiente e compiendo azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere obiettivi specifici”.

Da un rapporto del World Economic Forum dal titolo “Future of Jobs Report” con riferimento ai risultati raccolti nel mese di maggio, nel 2023 circa il 75% delle imprese intervistate ha intenzione di implementare tecnologie d’innovazione digitale nei prossimi decenni, a fronte di una perdita di personale in percentuale del 25%. I dati, che al momento mostrano un indice negativo, non considerano tuttavia che l’I.A potrebbe presentare dei risvolti del tutto imprevedibili in futuro, data l’assenza, al momento, di risultati empirici con cui confrontare la portata dell’attuale impatto tecnologico.

Tuttavia, tra gli under 35, si fa strada l’idea che l’intelligenza artificiale possa decisamente apportare un’aria di cambiamento rispetto al passato.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro

Dal punto di vista giuslavoristico, si avverte una sorta di incertezza di fronte ai possibili mutamenti del tradizionale concetto di lavoro. Si passa da una visione catastrofica, ad una piuttosto fiduciosa.

Gli aspetti positivi deriverebbero dalla nascita di nuove occupazioni e dall’innovazione di molti ambiti che, prima d’ora, non erano mai stati coinvolti nella digitalizzazione.

Pensiamo alla sfera del recruiting: l’Intelligenza Artificiale potrebbe accorciare i processi di selezione del personale in modo rapido ed efficace e semplificare l’organizzazione del lavoro nei settori logistici, contribuendo a snellire le procedure di smistamento e stoccaggio delle merci.

Un ulteriore settore che beneficerebbe dell’apporto delle tecniche di intelligenza artificiale è quello della sicurezza sui luoghi di lavoro. Si pensi alla riduzione del rischio connesso al verificarsi di eventi dannosi laddove innovative misure di prevenzione vengano affidate a droni capaci di raggiungere facilmente i luoghi di lavoro non agevolmente accessibili.

Criticità e rischi

Tra gli aspetti più critici invece rileva la possibile dequalificazione delle mansioni e il rischio di nuove e potenziali diseguaglianze, specialmente se connesse ad attività di profilazione.
Se da un lato le macchine innovative garantirebbero maggiori prestazioni in termini produttivi, l’uomo potrebbe, di conseguenza, finire per ricoprire dei ruoli di mero coordinamento.

Cosa ne sarà dell’ingegno umano?


Vi è chi ha sottolineato il disastroso rischio che determinati software di nuova produzione potrebbero apportare alle nostre capacità sensoriali, come il programma Chat GPT che, capace di svolgere le più sofisticate funzioni, potrebbe divenire molto più intelligente di quanto si pensi.
Il problema è capire come comportarsi, anche sotto un punto di vista normativo, nel caso in cui tali strumenti siano in grado di impersonare emozioni, espressioni e caratteri tipicamente umani.  

Le prospettive pessimistiche lasciano tuttavia spazio a risvolti favorevoli. Nel caso in cui si guardi alle attività lavorative che, secondo gli esperti, non verranno mai sostituite dall’avvento dell’A.I (si pensi alla figura del medico o del consulente) poiché, fondandosi sulle relazioni interpersonali, garantirebbero costanti ed elevati standard di qualità e sensibilità.

Consapevoli che l’intelligenza Artificiale diverrà al più presto inarrestabile, ci auguriamo che il legislatore nazionale possa, sulla base della disciplina europea, intervenire sugli aspetti più problematici che la questione comporta a livello operativo, dotandosi delle cautele necessarie per la tutela delle imprese e dei lavoratori.

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