Cassazione: numero dei recessi e risoluzione consensuale. Con sentenza n. 15401/2020 la Corte di Cassazione ha mutato il proprio orientamento sul tema dei licenziamenti. La Corte ha affermato che nel numero dei 5 licenziamenti in 120 giorni, che fanno scattare la procedura collettiva di riduzione nel personale, rientrano anche le ipotesi riconducibili alle dimissioni consensuali.
Quest’ultime rientrano in tale casistica quando sono la conseguenza di una riorganizzazione lavorativa con modifica sostanziale delle condizioni di lavoro.
Nel caso di specie il lavoratore aveva impugnato giudizialmente la risoluzione consensuale, sottoscritta a seguito della mancata accettazione del trasferimento propostogli dalla società datrice, per violazione della legge 223/1991.
Il ricorrente sosteneva che detta risoluzione doveva essere considerata alla stregua di un recesso da inserire nell’ambito di una procedura collettiva.
Secondo i Giudici di legittimità, infatti, la nozione di licenziamento va estesa a tutte quelle ipotesi in cui la risoluzione, pur non derivando formalmente da un atto di licenziamento, sia riconducibile ad una riorganizzazione aziendale da cui sia derivata la cessazione del rapporto di lavoro.
Fonte: Corte di Cassazione
Cassazione: numero dei recessi e risoluzione consensuale

