Nella Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, la Presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, Annalena Baerbock, ha lanciato un forte allarme dal podio delle Nazioni Unite: la Violenza digitale — inclusa la pornografia deepfake generata dall’intelligenza artificiale — sta colpendo milioni di donne e ragazze, con un’intensità senza precedenti.
Durante la conferenza stampa al Palazzo di Vetro, Baerbock ha ricordato che la giornata è dedicata alle violenze facilitate dalla tecnologia, parte dei 16 giorni di attivismo contro la Violenza di genere. Poi ha aggiunto una testimonianza personale: “Ora, mentre sto parlando, decine di donne vengono aggredite fisicamente nel mondo, su un autobus, a casa, a scuola, in ufficio, in Parlamento. Succede ad alcune donne dentro questa stanza. È successo anche a me, come politica di alto profilo: sono stata anch’io confrontata con un’immagine falsa, con contenuto sessuale, che si può ancora trovare online”.
Baerbock ha spiegato che questa esperienza non è in alcun modo eccezionale: “Ho sperimentato, durante tutta la mia carriera, che praticamente ogni donna visibile online, una politica, una giornalista, una sportiva, affronta questo tipo di aggressioni”.
E ha ampliato lo sguardo alle generazioni più giovani: “Questa esperienza non è affatto unica: riguarda non solo le donne in posizioni di alto livello, ma anche moltissime adolescenti e perfino bambine. È sempre lo stesso meccanismo: intimidire, umiliare, silenziare, spingere le donne fuori dalla sfera pubblica, in particolare dai luoghi del potere”.
Poi l’allarme più inquietante: “Con i rapidi progressi dell’intelligenza artificiale, la scala e la velocità di questi abusi stanno crescendo oltre qualsiasi cosa abbiamo visto prima. Il 96% di tutti i video deepfake online ritrae donne in atti sessuali. Quasi ogni deepfake prende di mira una donna: non è una coincidenza, è qualcosa di profondamente sistematico”.
E ancora: “Il 58% delle giovani donne ha subito molestie o abusi online, inclusa pornografia deepfake. Oggi non è solo un giorno di allarme: è l’inizio dell’azione”.
Accanto all’allarme sulla violenza digitale, il nuovo rapporto congiunto UNODC-UN Women diffuso oggi descrive la dimensione globale del femminicidio. Nel 2024, partner o familiari hanno ucciso 50.000 donne e ragazze, una ogni dieci minuti.
Il femminicidio, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, è l’uccisione intenzionale “con motivazione di genere”, radicata in discriminazioni, stereotipi e rapporti di potere diseguali. Non accade solo nelle case: si lega a stupri, tratta, mutilazioni genitali, “delitti d’onore”, crimini d’odio, conflitti armati e reti criminali.
L’Africa detiene il numero più alto di femminicidi familiari (22.600 nel 2024), seguita dalle Americhe e dall’Oceania. Ma per UN Women la cifra reale è “probabilmente molto più alta” per via della sotto-denuncia.
Cyberstalking, deepfake pornografici e manipolazione di immagini con intelligenza artificiale, molestie e revenge porn, sextortion. Sono solo alcune delle forme che può assumere la violenza di genere digitale. Un fenomeno in rapida espansione che negli ultimi anni ha assunto proporzioni allarmanti in tutto il mondo, Italia inclusa, complici l’anonimato garantito dalla rete, l’avvento dell’AI e l’assenza di leggi efficaci capaci di reprimere gli abusi e proteggere le vittime.
Eppure la violenza digitale è violenza reale: non resta confinata online ma si riversa velocemente nelle case, nelle scuole e nelle strade. Ha conseguenze nel mondo reale (offline): fisiche, psicologiche, economiche e professionali. L’abuso che nasce sulla rete genera paura, induce al silenzio e all’autoesilio, danneggia reputazioni e carriere, e sfocia, nei casi peggiori, nella violenza fisica e nel femminicidio.
“Dobbiamo fare di più per ogni Giulia”.
“Oggi celebriamo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Oggi ci viene ricordata la nostra responsabilità di rispondere alla richiesta di agire. È il momento di agire e di onorare tutte le donne e le ragazze che hanno perso la vita, quelle che sono sopravvissute e tutte quelle che continuano a soffrire troppo spesso in silenzio. Oggi rinnoviamo l’impegno di questa Camera nel difendere con orgoglio le donne di tutto il mondo”. Così la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola in plenaria a Strasburgo che ha ricordato che il Parlamento europeo ha appena approvato una legislazione che criminalizza “ulteriori forme di abuso basato sul genere, sia online che offline”.
“Ora deve essere attuata” ha esortato, ricordando che “in Europa i numeri sono scioccanti: il 30% delle donne ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale”.
“Questo è inaccettabile – ha scandito – dobbiamo fare di più per ogni Giulia, per ogni Paulina, per ogni Bernice, per ogni Ashling che è stata uccisa nella nostra Europa perché donna. Dobbiamo anche fare di più per ogni sopravvissuta, come ogni Giselle in Francia e Annabella in Spagna, che hanno avuto il coraggio di alzare la testa e rompere il silenzio. Dobbiamo fare di più per ogni donna”.
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