“La tutela dei lavoratori costituisce la prima forma di giustizia nel lavoro, parte integrante del diritto di ogni donna e uomo a svolgere un’attività dignitosa e protetta. Un lavoro non è vero se non è anche sicuro. La garanzia della attuazione di questo principio richiede l’impegno congiunto di istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali: un’alleanza capace di superare le differenze per perseguire obiettivi condivisi”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato in occasione della seconda edizione degli Stati Generali sulla Salute e Sicurezza sul lavoro che oggi prende il via e che rientra nell’ambito della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro organizzata dall’Eu-Osha.
L’iniziativa Stati Generali è organizzata dalla Commissione d’inchiesta parlamentare sulle condizioni di lavoro della Camera dei Deputati e si svolge dal 21 al 23 ottobre a Roma alla Camera per dialogare su tecnologie, formazione, logistica e proposte.
Prevenzione deve realizzarsi a partire dai banchi di scuola
“È un incontro che rinnova la ferma volontà delle Istituzioni di mantenere alta l’attenzione su un tema di assoluto rilievo civile e sociale. L’incolumità dei lavoratori non è solo un dovere inderogabile. È anche un diritto che va sempre protetto, senza alcuna eccezione”. Così il presidente della Camera Lorenzo Fontana, aprendo i lavori della tre giorni.
I “recenti dati delineano una situazione intollerabile per un Paese che riconosce nel lavoro il principio cardine della propria identità repubblicana. Disponiamo di una legislazione tra le più avanzate d’Europa, ma l’Italia si confronta ancora con statistiche drammatiche che impongono l’urgenza di estendere il piano normativo e sanzionatorio”, ha sottolineato Fontana.
Secondo il presidente, la tutela della vita nei luoghi di lavoro “passa infatti attraverso la diffusione di una cultura orientata alla prevenzione” che “promuova l’osservanza delle regole, la conoscenza dei diritti, dei doveri e dei rischi connessi alle mansioni svolte”. Un cambiamento “così profondo deve realizzarsi a partire dai banchi di scuola” affinché i giovani adottino un domani “comportamenti responsabili per prendersi cura di sé stessi e degli altri”.
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