Le persone di 65 anni e oltre hanno rappresentato l’88% dei decessi legati al cambiamento climatico. I risultati evidenziano che le persone anziane in Europa corrono un rischio crescente di morte prematura ma i ricercatori avvertono che il caldo può essere pericoloso per tutte le fasce d’età, con una stima di 183 decessi tra le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni. “Il cambiamento climatico uccide. Sta intensificando le ondate di calore e sta spingendo le persone vulnerabili al limite. Questo studio dimostra che ogni frazione di grado di riscaldamento fa un’enorme differenza, che si tratti di 1,4, 1,5 o 1,6°C.
Questi cambiamenti, apparentemente piccoli, porteranno a ondate di calore più calde e a un’impennata delle morti per il caldo” spiega Garyfallos Konstantinoudis, del Grantham Institute – Climate Change and the Environment dell’Imperial College London. Il caldo estremo ha attraversato l’Europa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, con temperature superiori ai 40°C in diversi Paesi. Le condizioni di caldo torrido hanno portato a limitazioni delle ore di lavoro all’aperto in Italia, alla chiusura di oltre 1.300 scuole in Francia, alla chiusura di un reattore nucleare in Svizzera e allo scoppio di incendi in Grecia, Spagna e Turchia.
In primo luogo, i ricercatori del World Weather Attribution hanno analizzato i dati meteorologici storici per capire quanto sarebbero state intense le temperature in un mondo che non si era riscaldato di 1,3°C. Il cambiamento climatico, causato principalmente dalla combustione di combustibili fossili e dalla deforestazione, ha reso l’ondata di calore più calda di 1-4°C, hanno scoperto gli scienziati. Nel clima odierno, queste ondate di calore sono ormai eventi comuni, che dovrebbero verificarsi ogni due-cinque estati nella maggior parte delle città.

