“Le imprese e le famiglie dell’area dell’euro hanno visto migliorare i propri bilanci negli ultimi anni, ma le tensioni commerciali e le prospettive di crescita più deboli implicano venti contrari futuri”. Lo scrive la Bce nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria.
“L’area dell’euro – sottolinea l’istituto – è un’economia molto aperta e le frizioni commerciali colpiranno le imprese che dipendono dal commercio estero, con potenziali effetti a catena per le famiglie se le vulnerabilità aziendali legate al commercio vengono esposte e provocano licenziamenti.
In un simile contesto, l’esposizione al rischio di credito potrebbe aumentare per le banche dell’area dell’euro e per i soggetti non bancari, anche se la capacità delle banche di assorbire un ulteriore deterioramento della qualità degli attivi dovrebbe essere sostenuta da una forte redditività e da consistenti riserve di capitale e di liquidita’”

