“Pensieri lenti e veloci”. Addio a Daniel Kahneman 

Pochi giorni fa, all’età di 90 anni, è scomparso lo studioso Daniel Kahneman. Psicologo, padre di alcune teorie del comportamento in ambito economico, “finanza comportamentale”, e delle teorie moderne di neuromarketing con l’introduzione dei “bias cognitivi”.

Israeliano di origine, nasce a Tel Aviv il 5 marzo 1934, e trascorre l’infanzia a Parigi con la famiglia ebraica nel frattempo emigrata dalla Lituania. 

Tutto parte da questo interrogativo: “in un contesto di incertezza, quali sono i processi che portano alla formazione del giudizio e poi alla presa di decisione vera e propria?”

Khaneman nel 2002 vince il premio Nobel per l’Economia insieme a Vernon Smith grazie agli studi sui processi mentali nella scienza economica. 

Cosa ha determinato il premio Nobel di Daniel Kahneman?

Pubblicata sulla rivista Econometrica nel 1979 nell’articolo “Prospect Theory: An Analysis of Decisions Under Risk”, la “teoria del prospetto” divenne il lavoro più importante per lo psicologo. Un vero punto di svolta nella psicologia e nell’economia.

Mentre la “teoria classica dell’utilità attesa” aveva il fine di stabilire le “normative” secondo cui una decisione può essere definita “razionale”, la “teoria del prospetto” si basa sullo studio di evidenze empiriche. “Le scelte degli esseri umani violano sistematicamente i principi di razionalità economica”. 

Kahneman collabora con lo psicologo Tversky e dimostra con questa teoria che “il comportamento assunto dalle persone non tende a massimizzare l’utilità attesa seguendo regole razionali, ma il tutto è determinato da credenze  soggettive”. Sono i bias cognitivi.

Nel 2011 Daniel Kahneman ha avuto modo di farsi conoscere  attraverso il suo libro “Pensieri veloci e lenti” (“Thinking, Fast and Slow”). Nel libro rappresenta in modo completo la mente umana, composta da una parte più veloce e impulsiva e un’altra più lenta e laboriosa. 

Secondo gli studi di Daniel Khaneman “una scelta economica irragionevole è la naturale conseguenza dal fatto che, nell’interazione tra il sistema 2, l’anima razionale-deduttiva del nostro processo decisionale, e il sistema 1, la componente più emotiva guidata da euristiche di comportamento, il primo sistema venga spesso anticipato e sopraffatto dal secondo”. Questo è quanto spiegato nell’articolo di Luca Cozzini sul sito lavoce.info.

Le nostre scelte sono determinate dal contesto che ci circonda, dalla nostra cultura e dal modo di osservare il mondo. Ricorderemo per sempre questo straordinario personaggio.

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