Cassazione: licenziamento illegittimo

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29090/2019, ha ritenuto illegittimo il licenziamento, adottato dal datore di lavoro, di un dipendente coinvolto in una lite con un altro dipendente, in quanto provvedimento sproporzionato. Il lavoratore in questione reagendo all’aggressione di un sottoposto lo aveva colpito causando lesioni di una certa gravità.

La Corte ha confermato quanto già sostenuto dalla Corte d’Appello, qualificando l’alterco tra i dipendenti come diverbio litigioso e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.

Secondo la Cassazione il licenziamento risulta sproporzionato ma non è tale da ammettere il lavoratore alla reintegra. Infatti, dopo la riforma dell’art. 18 della legge n. 300/1970 avvenuta nel 2012, la tutela reale per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 si applica soltanto laddove il giudice accerti che non ricorrano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo per insussistenza del fatto contestato o perché lo stesso fatto è sanzionato dal CCNL o dal codice disciplinare applicabile con una sanzione meno grave del recesso.

La Cassazione ritiene corretta la conclusione cui era giunta la Corte di Appello condannando la società al pagamento di un’indennità risarcitoria pari a 24 mesi calcolati sull’ultima retribuzione globale di fatto, ma non la reintegra.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29090/2019