24 Giugno 2024

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Licenziamento per motivi economici: legittimo per l’aumento dei profitti

Con la sentenza n. 13015 del 25 maggio 2017, la Corte di Cassazione ha ribadito che il datore di lavoro può procedere ad un licenziamento economico anche per aumentare i profitti, procedendo alla riduzione del costo del lavoro o di altri fattori produttivi.

Ciononostante, la Corte di Cassazione ricorda che il perseguimento di maggiori profitti “non può essere perseguito soltanto con l’abbattimento del costo del lavoro, ossia con il puro e semplice licenziamento di un dipendente non giustificato da un effettivo mutamento dell’organizzazione tecnico-produttiva, ma solo dal fine di sostituirlo con un altro meno retribuito, ancorché addetto alle medesime mansioni”.

Infatti, in caso di riorganizzazione aziendale, “il datore di lavoro – al quale l’articolo 41 Cost., nei limiti di cui al comma 2, lascia la scelta della migliore combinazione dei fattori produttivi ai fini dell’incremento della produttività aziendale – non è tenuto a dimostrare l’esistenza di sfavorevoli situazioni di mercato, trattandosi di necessità’ non richiesta dalla citata L. n. 604 del 1966, articolo 3.

Fonte: Corte di Cassazione

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