Un altro intervento significativo riguarda l’articolo 5, che eleva da 8 a 10 euro la soglia di esenzione fiscale per le prestazioni sostitutive di mensa erogate in forma elettronica. Pur trattandosi di una misura apparentemente marginale, produce effetti immediati sul reddito netto dei lavoratori, migliorando il potere d’acquisto e incentivando al contempo l’utilizzo di strumenti tracciabili e digitali.
Un ulteriore capitolo di rilievo è rappresentato dall’articolo 37, che introduce un esonero contributivo parziale per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026. L’obiettivo è favorire l’occupazione stabile, in particolare quella giovanile e femminile, e ridurre i divari territoriali nel mercato del lavoro.
Il Consiglio Nazionale ha espresso un giudizio favorevole, ma ha evidenziato l’urgenza di definire in tempi rapidi i criteri attuativi e le modalità operative del beneficio, poiché l’efficacia della misura dipende strettamente dalla tempestività della sua applicazione. Una regolamentazione tardiva, infatti, rischierebbe di vanificare l’effetto incentivante e di ostacolare la programmazione delle assunzioni da parte delle imprese.
Sul fronte previdenziale, il documento si sofferma sull’articolo 39, che proroga fino al 31 dicembre 2026 l’istituto dell’Ape sociale. Il Consiglio Nazionale ne ha apprezzato la finalità, in quanto consente il pensionamento anticipato di categorie di lavoratori svantaggiati, ma ha auspicato una stabilizzazione dell’istituto, sottolineando che la natura sperimentale dell’Ape sociale, vigente dal 2017, ne limita l’efficacia e genera incertezza tra i potenziali beneficiari.
L’articolo 40 affronta invece la materia degli ammortizzatori sociali, prevedendo la proroga e il rafforzamento degli strumenti di sostegno al reddito per le imprese in crisi, con particolare attenzione alle aree industriali complesse e ai settori caratterizzati da instabilità economica.
L’articolo 43 introduce un meccanismo di adeguamento graduale dei requisiti per l’accesso alla pensione in relazione alla speranza di vita, limitando l’incremento a un solo mese per l’anno 2027.
Un tema di particolare rilievo strategico è quello affrontato dall’articolo 45, che prevede il rafforzamento degli investimenti delle forme di previdenza complementare in progetti infrastrutturali.
Il Consiglio Nazionale ha accolto favorevolmente la misura, ma ha suggerito di introdurre ulteriori meccanismi di stimolo alla partecipazione dei lavoratori alla previdenza complementare, come la riapertura del cosiddetto “semestre di silenzio-assenso” per la destinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) e la possibilità di conferire alla previdenza di secondo pilastro anche le quote di TFR maturate in anni precedenti.
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