Legge di Bilancio 2026: le osservazioni dei consulenti del lavoro

Relazioni di lavoro, tutela occupazionale, fiscalità: su questi argomenti l’intervento del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro in audizione parlamentare sul Disegno di Legge di Bilancio per l’anno finanziario 2026 e al Bilancio pluriennale 2026-2028.

Dagli incentivi alla contrattazione collettiva e alla produttività, alle agevolazioni fiscali per lavoratori e imprese, fino agli interventi in materia di pensioni, ammortizzatori sociali e promozione della genitorialità: ecco lacuni punti toccati nel documento.

Le misure in materia di lavoro e previdenza

Tra gli articoli oggetto di analisi, particolare rilievo assume l’articolo 4 del Disegno di Legge di Bilancio, che introduce un regime fiscale agevolato per gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali e per i premi di produttività. L’intervento prevede che, per l’anno 2026, gli aumenti salariali corrisposti ai dipendenti del settore privato in attuazione di contratti collettivi sottoscritti negli anni 2025 e 2026 siano soggetti a un’imposta sostitutiva del 5 per cento, in luogo dell’imposta ordinaria sul reddito delle persone fisiche. Inoltre, per i premi di risultato erogati negli anni 2026 e 2027, viene ridotta l’aliquota dell’imposta sostitutiva all’1 per cento entro il limite complessivo di 5.000 euro.

Il Consiglio Nazionale ha su questo espresso sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori e di valorizzazione della contrattazione collettiva.

Tuttavia, ha evidenziato la necessità di ampliare la platea dei beneficiari, proponendo di innalzare il limite di reddito per l’accesso all’agevolazione da 28.000 a 40.000 euro. Tale adeguamento sarebbe coerente con la struttura retributiva media dei principali contratti collettivi nazionali e consentirebbe di includere una fascia più ampia di lavoratori dipendenti, evitando distorsioni e discriminazioni.

Inoltre, il Consiglio ha suggerito di estendere l’applicazione dell’imposta sostitutiva anche agli aumenti derivanti da contratti sottoscritti prima del 2025 ma erogati nel 2026, poiché la struttura temporale dei rinnovi contrattuali prevede spesso decorrenze differite e rateizzazioni. Tale interpretazione garantirebbe coerenza con la finalità della norma, che è quella di sostenere l’adeguamento dei salari al costo della vita e di incentivare la produttività.

Leggi anche:

Legge di bilancio 2026, altre esenzioni fiscali e misure (2)

Legge di bilancio e Welfare (3)

Legge di bilancio e tributi (4)

In Primo Piano

Continua a leggere

Aumentano le morti sul lavoro nell’UE

Bruxelles – Nel 2024 sono morte 3.367 persone in incidenti sul lavoro nell’Unione europea, 45 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’1,4 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati di Eurostat, secondo cui nello stesso anno...

Minacce e attacchi informatici sul posto di lavoro per tre lavoratori su quattro nell’UE

Bruxelles – Tre dipendenti su quattro nell’Unione europea si sono scontrati con e-mail, messaggi o link sospetti sul luogo di lavoro. Sono i dati che emergono da un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi (30 settembre) dalla Commissione europea. Condotto...

How is the Mediterranean changing?

Spanish scientists and researchers from Europe and the US compiled data from 46 oceanographic campaigns carried out between 1976 and 2018 to study changes in the Mediterranean and the impact of climate change. Temperature, oxygen, pH, carbon and even the...