Il contratto di lavoro intermittente per gestire i picchi di lavoro

Il contratto di lavoro intermittente per gestire i picchi di lavoro. Per definizione il contratto di lavoro intermittente è quel contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente (art. 13, co. 1, D.Lgs. 15.6.2015, n. 81).

Il contratto di lavoro intermittente può essere sia a tempo determinato che indeterminato.

Sono ammesse prestazioni di lavoro, secondo tale metodologia contrattuale nei seguenti casi:

  • in base ad esigenze individuate dai contratti collettivi (anche aziendali), anche con riferimento alla passibilità di svolgere prestazioni in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.
  • nell’ipotesi di mancanza di contratto collettivo, i casi di utilizzo del lavoro intermittente sono individuati con Decreto del Ministero del lavoro (D.M. 23.10.2004);
  • con soggetti minori di 24 anni in ogni caso, purchè le prestazioni lavorative siano svolte entro il venticinquesimo anno, o in alternativa con individui con più di 55 anni.

Viceversa, tale rapporto contrattuale non può essere utilizzato:

  • per sostituire lavoratori in sciopero;
  • presso unità produttive nelle quali si è preceduto, entro i 6 mesi precedenti, a licenziamenti collettivi (art. 4 e 24 L. 223/1991) di lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce l’assunzione del lavoratore intermittente;
  • presso unità produttive nelle quali sono stati applicati riduzioni o sospensioni di orario, in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce l’assunzione del lavoratore intermittente;
  • ai datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (DVR);

Per quel che riguarda la durata del contratto, si prevede una durata massima di 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di 3 anni solari, effettuati col medesimo datore di lavoro; eccezioni sono rappresentate da settori di lavoro quali il turismo, pubblici esercizi e spettacolo.

Qualora tale termine sia superato, si prevede una trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Ai fini della sua validità, il contratto di lavoro intermittente deve essere stipulato in forma scritta e deve indicare determinati elementi, tra i quali:

  • La durata della prestazione lavorativa;
  • Il luogo della prestazione;
  • Le modalità della disponibilità, se garantita dal lavoratore ed il relativo preavviso di chiamata spettante al lavoratore (mai inferiore ad un giorno);
  • Il trattamento economico e normativo, e la relativa indennità di disponibilità;
  • Forme e modalità con le quale il datore di lavoro è autorizzato a richiedere l’esecuzione della prestazione lavorativa;
  • Modalità di rilevazione delle presenze;
  • Modalità e tempi di pagamento dello stipendio e della indennità di disponibilità;
  • Misure di sicurezza adottate nel campo lavorativo.

Obblighi del datore di lavoro, prima di ricorrere effettivamente a tale rapporto di lavoro, sono quelli di invio del modello di assunzione Unilav e di invio della comunicazione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro prima dell’inizio della prestazione lavorativa.

Il contratto di lavoro intermittente per gestire i picchi di lavoro

In Primo Piano

Continua a leggere

Aumentano le morti sul lavoro nell’UE

Bruxelles – Nel 2024 sono morte 3.367 persone in incidenti sul lavoro nell’Unione europea, 45 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’1,4 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati di Eurostat, secondo cui nello stesso anno...

Minacce e attacchi informatici sul posto di lavoro per tre lavoratori su quattro nell’UE

Bruxelles – Tre dipendenti su quattro nell’Unione europea si sono scontrati con e-mail, messaggi o link sospetti sul luogo di lavoro. Sono i dati che emergono da un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi (30 settembre) dalla Commissione europea. Condotto...

How is the Mediterranean changing?

Spanish scientists and researchers from Europe and the US compiled data from 46 oceanographic campaigns carried out between 1976 and 2018 to study changes in the Mediterranean and the impact of climate change. Temperature, oxygen, pH, carbon and even the...