Con la Legge di Bilancio 2026 il legislatore prova a mettere insieme politica industriale e politica del lavoro: al centro dell’intervento c’è la ZES unica, attorno alla quale vengono costruite due leve, ovvero il credito d’imposta per gli investimenti e i nuovi sgravi contributivi per l’occupazione stabile.
Credito d’imposta ZES e ZLS (2026-2028)
Viene prorogato al triennio 2026-2028 il credito d’imposta per investimenti nella ZES unica e nelle ZLS superando, così, la logica annuale e permettendo alle imprese di avere maggiore possibilità di programmazione.
Per la ZES unica viene introdotta un’estensione territoriale delle agevolazioni anche a Marche e Umbria, oltre alle già previste regioni del Mezzogiorno.
Il credito d’imposta ZLS rafforza invece la componente logistica e le infrastrutture, coinvolgendo anche aree strategiche del nord Italia.
I nuovi incentivi occupazionali
La manovra accosta agli investimenti appena citati un intervento sul costo del lavoro. Nello specifico, sono previste misure volte a incrementare l’occupazione giovanile stabile, favorire le pari opportunità per le lavoratrici svantaggiate e sostenere lo sviluppo occupazionale nella ZES unica.
Per le assunzioni e per le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026, i datori di lavoro privati beneficeranno di un esonero contributivo parziale con esclusione dei premi e contributi INAIL per una durata massima di 24 mesi.
Restano esclusi dalla misura i dirigenti, sembrerebbe una scelta dovuta alla volontà di puntare sull’aumento della forza lavoro operativa.
L’agevolazione è soggetta a limiti di spesa, i requisiti e le modalità di fruizione saranno definiti da un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il MEF.
Continuità con il Decreto Coesione
Il Ministero del Lavoro ha chiarito che le nuove misure si collocano in continuità con gli incentivi del Decreto Coesione, validi fino al 31 dicembre 2025.
Prima della piena attuazione, il Ministero e l’INPS valuteranno l’utilizzo delle risorse, eventuali residui potrebbero essere utilizzati per finanziare gli incentivi del 2026.
Dalla sperimentazione alla stabilizzazione della ZES
Con la Legge di Bilancio 2026 la ZES non viene più trattata come una semplice agevolazione fiscale, ma come il nuovo soggetto di una strategia che integra investimenti produttivi, occupazione stabile e rilancio territoriale.
Rimangono, tuttavia, degli elementi di criticità, dalla complessità degli adempimenti amministrativi fino ai tetti di spesa previsti passando per i tempi di attuazione delle misure che possono inevitabilmente incidere sull’effettività delle misure.
Se il disegno del legislatore saprà sopravvivere alla prova dell’attuazione, la ZES potrà superare definitivamente la fase sperimentale e diventare una vera e propria misura di politica economica ordinaria, contribuendo allo sviluppo del sistema produttivo del meridione e quindi della nazione.
Edoardo Todrani
La Rocca e Associati S.p.A.
Leggi anche:
TFR e previdenza complementare: la rivoluzione della Legge di Bilancio 2026
Legge di Bilancio 2026: le novità fiscali sul lavoro dipendente

