25 Luglio 2024

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TFR IN BUSTA PAGA: le prime istruzioni per la liquidazione della QUIR

Dal 4 aprile 2015 i dipendenti del settore privato, impiegati con un contratto di lavoro della durata minima di 6 mesi, potranno ufficialmente richiedere al datore di lavoro la liquidazione in busta paga della quota di TFR maturanda (QUIR). Con il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri numero 29 del 20/02/2015 si provvede infatti a dare attuazione alle previsioni di cui la legge di Stabilità 2015, che ha introdotto in via sperimentale la liquidazione mensile della QUIR.

In dettaglio, i dipendenti interessati dovranno obbligatoriamente presentare al proprio datore di lavoro apposta istanza (l’allegato 1 al Decreto in commento è in fondo alla notizia) ove attesteranno che il proprio TFR è libero da garanzie su eventuali finanziamenti contratti in passato. Riscontriamo in fatti dall’Art. 3 comma 3 che tale possibilità è preclusa ove sul TFR sia stata costituita una garanzia a copertura di contratti di finanziamento.

Come in origine anticipato, saranno oggetto di liquidazione anche le quote di TFR in precedenza destinate a Fondi Pensione Integrativi, siano esse conferite in modalità tacita o esplicita. Una volta effettuata la scelta, nei casi in cui il datore di lavoro non abbia aderito al finanziamento assistito dal Fondo di Garanzia di cui l’accordo Quadro tra ABI e Stato, il lavoratore avrà diritto a vedersi riconosciuta la QUIR dal mese successivo a quello di presentazione dell’istanza. La scelta lo ricordiamo è irrevocabile dal momento in cui viene formulata e fino al 30/06/2018.

I dipendenti di aziende che sceglieranno invece di aderire al finanziamento assistito riceveranno le proprie quote di QUIR a partire dal terzo mese successivo a quello di presentazione dell’istanza.

In merito al trattamento fiscale della QUIR, viene precisato che la stessa rientrerà a tutti gli effetti nel computo del reddito corrente (non più differito) e per questo assoggettata alle imposte ordinarie (IRPEF e Addizionali Regionali e Comunali).

La stessa non sarà soggetta ad imposizione contributiva e non rileverà ai fini del Bonus di 80 euro, già introdotto dal presente Governo e sarà esclusa dalla determinazione dell’aliquota per la liquidazione del TFR (sulle future liquidazioni).

Per quanto riguarda le imprese che ad oggi non sono soggette al versamento del TFR alla Tesoreria, ovvero le imprese con meno di 50 addetti, viene concessa la possibilità di aderire allo schema di finanziamento assistito da garanzia (al fine di poter fronteggiare le maggiori esigenza di liquidità). Il Decreto, specifica che sul finanziamento dovrà essere costituita speciale garanzia (o privilegio) sui beni mobili del richiedente. Il costo del finanziamento non potrà superare la teorica rivalutazione del TFR ove lo stesso fosse rimasto in azienda.

Le aziende interessate dovranno richiedere all’INPS un apposita certificazione tramite i consueti canali telematici (sul punto si attendono le necessarie indicazioni dell’istituto) che sarà impiegata al fine di stipulare il contratto di finanziamento tra richiedente e istituto di credito prescelto (che non sarà modificabile). Le banche aderenti finanzieranno le quote di QUIR che l’INPS comunicherà sulla base delle indicazioni fornite dal datore di lavoro all’interno delle denunce contributive (ci aspettiamo quindi che cambieranno le modalità di indicazione del TFR all’interno della denuncia UNIEMENS). Il datore di lavoro aderente dovrà restituire il finanziamento entro e non oltre il 30/10/2018.

Il finanziamento della QUIR è protetto dalla garanzia del Fondo di Garanzia, appositamente istituto, e in via residuale dallo Stato ove il fondo non possa coprire per intero l’importo. Il finanziamento del fondo avverrà, oltre alla dotazione iniziale di 100 milioni di Euro (come previsto dalla legge di stabilità 2015) che dal contributo pari alo 0.20% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali di cui l’articolo 12 della Legge n. 153 del 30 Aprile 1969. (7grammilavoro.com – Gianfranco Nobis)

Qui trovi modello per richiedere la QUIR in busta paga

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