Sui conti pubblici un debito occulto (3)

"Un debito occulto che peserà sui conti pubblici”

Nel 2024 per ripianare le mancate contribuzioni lo Stato ha trasferito all’INPS con la Legge di Bilancio circa 43 miliardi; nei prossimi 10 anni, le decontribuzioni costeranno circa 500 miliardi mentre, secondo le stime del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, nell’ultimo triennio, l’aggravio delle “nuove decontribuzioni” per il bilancio pubblico è stato di quasi 100 miliardi.  

E’ l’emblematico il caso delle continue decontribuzioni e agevolazioni contributive. Tanto più se si considera che, come insegna la lunga storia italiana di agevolazioni contributive, soprattutto al Sud, queste misure non producono risultati, minano i conti del Paese e favoriscono, nella migliore delle ipotesi, incrementi dell’occupazione che si spengono alla fine delle agevolazioni”.

Anche il mercato del lavoro dovrà fare poi la propria parte e adeguarsi alla demografia, con interventi volti a favorire la permanenza sul lavoro delle fasce più senior della popolazione: formazione per contrastare l’obsolescenza delle competenze; contratti più flessibili, che adeguino le mansioni in funzione di età e salute; uscite flessibili dopo i 67 anni; investimenti in prevenzione e tecnologie che facilitino l’operatività degli over 60. “Insomma, sarebbe auspicabile un serio cambio di rotta da parte del nostro Paese che, al momento naviga a vista e senza una bussola, dinanzi alla più grande transizione demografica di tutti i tempi, con grande parte della spesa pubblica indirizzata verso sussidi e assistenzialismo (frenando le possibilità di crescita), quando invece – anche alla luce di un debito pubblico ormai superiore ai 3.000 miliardi di euro – la priorità dovrebbe essere una seria revisione dei modelli produttivi” si legge nel Rapporto.

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