La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12649 del 10/05/2023, ha affermato che i lavoratori con disabili a carico non sono tenuti a prestare lavoro notturno.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 12244 del 9 maggio 2023, ha affermato che per far sì che il rifiuto di trasformare il rapporto di lavoro in part – time si configuri come giustificato motivo oggettivo di licenziamento, nonostante il divieto posto dall’art. 8, comma 1, del D.lgs. n. 81 del 2015, il datore di lavoro deve dimostrare la sussistenza di effettive esigenze economiche e organizzative tali da non consentire il mantenimento della prestazione a tempo pieno.
Il caso specifico valutato dalla Corte è quello di un dipendente al quale è stato chiesto di effettuare dei corsi di formazione. Tali corsi non avrebbero comportato sacrificio degli istituti contrattuali quali ferie o permessi.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9427 del 5 maggio 2023, ha stabilito che la produzione in giudizio della lettera raccomandata, con la relativa ricevuta di spedizione dall’ufficio postale, costituisce prova certa dell’avvenuta consegna della contestazione disciplinare al lavoratore.
Il governo con l’emanazione del dl. lavoro (dl. n. 48 del 2023) ha nuovamente trattato dei cd. Voucher. Un primo allargamento di utilizzo di questa tipologia di questi buoni lavoro è stata data dalla legge di bilancio n. 197 del 2022 (clicca qui per l’articolo di riferimento), il quale però contemplava solo poche categorie come ad esempio il lavoro nell’agricoltura.
Licenziamento per giusta causa del dipendente che minaccia il datore di lavoro in chat. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11344 del 2 maggio 2023, ha stabilito la legittimità del licenziamento per giusta causa irrogato ad un dipendente a seguito di atteggiamenti minacciosi e provocatori nei confronti del datore di lavoro.
Pubblicato, il giorno 4 maggio del 2023, in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 103 del 2023 recante “Misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro” cd. Decreto lavoro.
In Italia il mercato del lavoro mostra, secondo i dati pubblicati dalla nota dell’ISTAT, un incremento nell’occupazione lavorativa dello 0,1% rispetto a febbraio dello stesso anno e pari di fatto a un + 22.000 unità occupate ricomprendenti uomini e donne.