Nuove regole per la selezione del personale
La direttiva UE n. 2023/970 avrà diversi impatti sulle procedure interne alle aziende a cominciare dalla fase di selezione del personale.
Uno dei temi su cui interviene la direttiva, infatti, riguarda l’applicazione del principio di trasparenza alle offerte di lavoro che avrà un impatto diretto sulla formulazione degli annunci.
Parola d’ordine: neutralità di genere
Anzitutto, l’annuncio dovrà essere neutro sotto il profilo di genere. Sebbene gli annunci rivolti ad ambo i sessi costituiscano un requisito previsto dalla normativa nazionale, non è raro imbattersi in offerte di lavoro che, soprattutto per determinate posizioni, esplicitano una preferenza per l’uno o l’altro sesso. Ciò riflette come alcune professioni siano – ancora oggi – socialmente percepite come più “appropriate” per uomini o per donne, in base ad aspettative e basi culturalmente consolidate piuttosto che da differenze effettive nelle competenze.
Con il recepimento della direttiva si dovrebbe, quindi, compiere un altro passo verso la “spersonalizzazione” di determinate posizioni lavorative che l’immaginario collettivo considera relegate al solo universo femminile o a quello maschile.
Trasparenza retributiva già prima dell’assunzione
I candidati e le candidate ad un impiego, al fine di consentire una trattativa informata e trasparente, dovranno essere messe nella condizione di ricevere dal potenziale datore di lavoro le seguenti informazioni:
- retribuzione iniziale o fascia retributiva relativa alla posizione da ricoprire;
- disposizioni del contratto collettivo applicate alla posizione (se pertinenti).
I datori di lavoro, inoltre, non potranno più chiedere ai candidati e alle candidate informazioni sulle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti posti di lavoro occupati.
Divieto di discriminazione
La selezione del personale dovrà, quindi, essere condotta all’insegna della non discriminazione.
Il recepimento della direttiva dovrebbe puntare ad evitare non solo le discriminazioni dirette ma anche e soprattutto quelle indirette ovvero quelle discriminazioni frutto di criteri o prassi apparentemente neutri ma che in realtà puntano a mettere in una situazione di svantaggio le persone di un determinato sesso rispetto all’altro.
Francesca Pietrangeli
Consulente del Lavoro
La Rocca e Associati S.p.A.
Leggi anche:
L’Europa chiama: verso una nuova cultura della trasparenza salariale
Contro “soffitti e pavimenti” arriva la Direttiva UE 2023/970

