24 Giugno 2024

Notizie dal mondo del lavoro, previdenza e fisco

Dimensione digitale per i due terzi di chi lavora

In Italia il 37,1% degli occupati svolge attività che richiedono l’utilizzo di apparecchiature digitali per almeno la metà del tempo di lavoro. Nella media dei paesi Ue la percentuale è del 41,2%. 

Sempre in Italia il 32,9% non utilizza mai tali apparecchiature contro il 27,5 della media europea. Lo rileva l’Istat. I dati sono riferiti al 2022.

Skill digitali


Le percentuali più basse di utilizzo delle digital skill si riscontrano tra gli stranieri (7,8%) e le persone meno istruite (9,1%).

A utilizzare maggiormente la strumentazione digitale per svolgere l’attività lavorativa sono gli occupati di 30-44 anni, mentre nella classe 15-29 anni si registra la percentuale più alta di coloro che non utilizzano affatto questa competenza (36,5%).

Nel complesso degli occupati la percentuale di donne che utilizzano strumentazione digitale per almeno metà del tempo di lavoro è decisamente più alta rispetto a quella degli uomini (42,1 e 33,4%, rispettivamente).

Ma c’è anche la destrezza fisica oltre il digitale

Il lavoro fisico impegnativo da un punto di vista della forza muscolare è una skill utilizzata per la metà o più del tempo dal 37,4 per cento degli occupati (la media Ue si attesta al 26,5 per cento).

La destrezza, riferita all’abilità nel compiere movimenti precisi delle dita che coinvolgono gruppi muscolari piccoli come quelli dei polsi, delle mani o delle dita, generalmente coordinati dagli occhi, è invece utilizzata dal 23,2 per cento (la media Ue si ferma al 16,8 per cento).

Le abilità fisico-motorie sono più frequenti tra gli uomini: il 41,6 per cento impiega almeno la metà del tempo in lavori fisicamente impegnativi (le donne sono il 31,6 per cento); quelli che svolgono lavori per cui è richiesta precisione delle dita sono il 25,3 per cento (il 20,2 per cento le donne).

La percentuale di chi utilizza la forza fisica per almeno la metà del tempo lavorativo supera il 60 per cento tra gli artigiani, gli operai specializzati, gli agricoltori e coloro che svolgono professioni non qualificate.

L’autonomia nel lavoro aumenta al crescere dell’età, mentre chi ha un titolo di studio elevato utilizza piu’ spesso le competenze relazionali.

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