«Auto-innovarsi ogni giorno». Con queste parole Valerio Busnach ha inaugurato il Convegno Inaz 2025, dedicato alla sfida della convivenza intergenerazionale nell’epoca dell’intelligenza artificiale. L’invito è chiaro: per affrontare uno scenario in cui i cambiamenti si presentano rapidi, le generazioni devono – metaforicamente – tendersi la mano. Ma sono soprattutto i giovani – Millennial e Gen Z – a trovarsi al centro di un bivio cruciale.
Giovani e lavoro
Le nuove generazioni entrano nel mercato del lavoro in un momento di grande complessità: precarietà diffusa e la sensazione di non trovare spazio per il proprio talento. Su questo fronte si inserisce anche il tema del disagio retributivo, affrontato al convegno da Daniele La Rocca. Una condizione, come sottolineato nell’editoriale “Disagio retributivo”, alimenta frustrazione e insicurezza, rischiando di compromettere la motivazione e la progettualità professionale.
Eppure, sono proprio i giovani a possedere le chiavi per affrontare il cambiamento. Come emerso nel confronto tra esperti e – da Megan Gerhardt ad Alessandro Rosina, da Cristina Bombassei a Massimo Pegori – i nativi digitali, portano con sé competenze digitali innate, maggiore dimestichezza con l’intelligenza artificiale e un forte orientamento al senso del lavoro. Non cercano solo un impiego, ma un contesto che valorizzi le proprie competenze, favorisca l’apprendimento continuo e permetta di contribuire attivamente.
L’IA, spesso vissuta come minaccia, per le nuove generazioni rappresenta invece un game changer da governare con etica e visione. Strumenti di IA generativa, automazione dei processi, analisi predittive: per i giovani sono già parte integrante della quotidianità lavorativa. Ma per tradurre il potenziale in valore, serve il supporto di chi ha esperienza.
Ecco il cuore del messaggio emerso al convegno: la multigenerazionalità non è un problema da gestire, ma una risorsa da orchestrare. Baby Boomer, Gen X, Millennial e Gen Z devono superare rigidità e stereotipi per creare insieme un nuovo patto generazionale fondato su reciproco ascolto e volontà di sperimentare.
L’esperienza di Inaz Academy
La formazione continua – come dimostra l’esperienza di Inaz Academy – diventa l’asse portante per accompagnare i giovani non solo nell’acquisizione di competenze tecniche, ma anche nello sviluppo di soft skill, leadership diffusa e capacità critica. In questa direzione si inserisce la scelta di INAZ di investire sui nuovi talenti, affrontando temi strategici come il rapporto tra giovani e territorio: un legame su cui vale la pena continuare a investire e rafforzare.
In un’epoca caratterizzata dall’interconnessione e dall’imminente innovazione tecnologica dell’IA, il legame tra i giovani e il proprio territorio assume un ruolo fondamentale per costruire un futuro più sostenibile ed inclusivo. I territori rappresentano l’identità culturale, le tradizioni e le risorse di ciascuno e contraddistinguono l’essere umano sin dalla nascita. L’origine geografica è in grado di influenzare il modo in cui le persone crescono, si esprimono e si realizzano e in questo contesto la territorialità diviene non solo appartenenza a un luogo, ma è anche consapevolezza del valore delle proprie radici e delle potenzialità che ogni area può offrire.
I giovani che si sentono parte integrante del proprio territorio sono più motivati a contribuire al suo sviluppo e a diventare protagonisti di un cambiamento positivo.
Investire nei territori per trattenere i talenti
Le realtà imprenditoriali che scelgono di investire nella valorizzazione del territorio, come quello del Centro e del Sud Italia, svolgono un ruolo cruciale non solo nel creare occupazione per i giovani nati e cresciuti in aree geografiche dalle complicate realtà economiche, ma promuovono un modello di sviluppo che tutela l’ambiente e rafforza l’identità culturale di chi vive quel territorio ogni giorno. Le imprese che credono nel territorio favoriscono percorsi formativi per i giovani e contribuiscono a ridurre il fenomeno dello spopolamento delle aree meridionali.
I giovani guardano oggi alle iniziative aziendali più all’avanguardia, ricercano lo smartworking e i sistemi di welfare aziendale che migliorino l’equilibrio tra il lavoro e la vita privata. In poche parole, a contare sono i valori che un’azienda trasmette, oltre alla mera componente economica del lavoro.
Un grande passo, questo, per lo sviluppo di un progetto più grande, in cui tradizione e innovazione si incontrano per costruire un futuro più concreto e tangibile per tutti.
Valeria Cappellano
Kim Valerie Calingasan Vilale
La Rocca e Associati S.p.A.

