Sotto il profilo fiscale, in applicazione delle ultime disposizioni di bilancio, per i lavoratori del settore privato (sia a tempo determinato che indeterminato con reddito da lavoro dipendente entro la soglia di 80mila euro riferita all’anno precedente) si applica un’aliquota sostitutiva ridotta all’1% fino a un massimo di 5.000 euro lordi. Tale sgravio rappresenta l’ulteriore evoluzione delle riduzioni già introdotte negli esercizi precedenti.
La distribuzione geografica degli accordi attivi conferma un’elevata concentrazione nel Settentrione. Al Nord: 73% del totale (guida la Lombardia con 5.335 contratti, seguita da Veneto con 2.579 ed Emilia-Romagna con 2.460); al Centro: 17%; Sud e Isole: 10%.
A livello di settori economici, il comparto dei Servizi assorbe il 64% delle intese, seguito dall’Industria (35%) e dall’Agricoltura (1%). La dimensione delle imprese rispecchia la struttura produttiva italiana: il 47% dei contratti riguarda aziende con meno di 50 addetti, il 38% realtà con 100 o più dipendenti e il 15% strutture di fascia media (tra 50 e 99 addetti). Complessivamente, l’archivio del Ministero annovera 130.509 contratti depositati (+12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
Infine, per quanto riguarda le agevolazioni legate al credito d’imposta per la formazione nell’ambito del “Piano Industria 4.0”, alla metà del mese risultano depositati 4.788 contratti, distribuiti per il 41% al Nord, il 26% al Centro e il 33% al Sud.
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