Stando all’ultimo monitoraggio del Ministero del Lavoro aggiornato a metà ottobre, si contano oltre mille accordi integrativi depositati e operativi in più rispetto al mese precedente, portando il totale a 18.951 intese. Si registra un incremento sia nella platea di lavoratori interessati (passati dai 4,82 milioni di settembre agli oltre 5,01 milioni attuali, con un incremento di 188.098 unità in un mese), sia un lieve calo nell’importo medio annuale erogato, sceso a 1.757,97 euro (-41,29 euro rispetto alla rilevazione precedente).
Analizzando nel dettaglio i dati della platea complessiva (5.015.819 dipendenti): 3,82 milioni di lavoratori sono coperti da contratti aziendali, con un premio medio annuo pari a 1.909,07 euro mentre 1,18 milioni rientrano in contratti territoriali, dove l’importo medio si attesta a 1.031,34 euro.
Anche sotto il profilo degli accordi siglati prevale nettamente la contrattazione aziendale (16.098 intese) rispetto a quella territoriale (2.853). Quest’ultima categoria mostra un deciso ridimensionamento su base annua (-15,3%), mentre i contratti aziendali segnano una crescita del 6,3%.
Per quanto riguarda i contenuti degli accordi, pur rimanendo prevalenti le clausole legate a parametri di produttività pura (15.609 contratti), si evidenzia il sorpasso delle misure volte al welfare aziendale (12.549 accordi, +7,7% su base annua) su quelle incentrate su obiettivi di redditività (12.131 intese). Continuano ad avanzare anche gli indicatori di qualità (+6,7%), presenti in oltre 10mila intese, mentre sono 1,822 i testi che introducono piani di partecipazione dei dipendenti.
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