Mentre la politica italiana si appresta al consueto “tira e molla” autunnale sulla Manovra 2027, tra la solita rosa di proposte — chi spinge per Quota 41, chi sogna l’uscita a 64 anni e chi chiede di congelare i requisiti — le regole del gioco per il prossimo anno sono in realtà già scritte sulla pietra.
Dal 1° gennaio 2027, infatti, l’aspettativa di vita incassa un nuovo “gettone”: la pensione di vecchiaia salirà ufficialmente a 67 anni e 1 mese, mentre per quella anticipata serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.
Per cambiare davvero le carte in tavola servirebbe un blitz legislativo. Nel frattempo, oltreconfine, c’è chi sta provando a ridisegnare da cima a fondo le regole del gioco.
Germania vs Italia: la ricetta del cancelliero Merz
A Berlino le cose si muovono con ritmo marziale. La Germania si prepara a varare la riforma previdenziale più incisiva dal dopoguerra: il modello “misto” che affianca alla classica ripartizione un sistema a capitalizzazione finanziaria.
Il piano tedesco prevede un prelievo aggiuntivo del 2% sulla busta paga (diviso a metà tra azienda e lavoratore), destinato a un fondo pubblico investito sui mercati. Obiettivo? Far fruttare i contributi sui listini azionari in stile svedese per arrotondare il futuro assegno.
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