Come chiarito dal messaggio INPS n. 2916/2025, l’Istituto potrà ricevere le richieste a partire dal 15 ottobre 2025.
Tutte le comunicazioni presentate a partire da tale data avranno validità per l’anno fiscale 2026 e verranno utilizzate dall’INPS per determinare le ritenute IRPEF applicate sui pagamenti delle pensioni e delle prestazioni previdenziali dell’anno successivo.
NOTA BENE: la richiesta deve essere rinnovata ogni anno. La mancata conferma o il mancato invio della dichiarazione entro i termini previsti comporta infatti l’applicazione automatica del regime fiscale standard, come previsto dalla normativa vigente.
Come presentare la richiesta
La procedura per la trasmissione della dichiarazione è interamente digitale e si effettua attraverso il portale ufficiale www.inps.it, utilizzando il servizio online denominato “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia”.
Mancata comunicazione: cosa accade
Nel caso in cui il contribuente non presenti alcuna richiesta entro i termini stabiliti, l’INPS procederà d’ufficio secondo quanto previsto dalla normativa fiscale vigente.
In particolare, l’Istituto applicherà automaticamente:
- le aliquote IRPEF per scaglioni di reddito, e
- le detrazioni d’imposta previste dall’articolo 13 del TUIR (D.P.R. n. 917/1986), calcolate in base al reddito erogato.
L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ha l’obbligo di operare le trattenute fiscali direttamente sulle somme corrisposte ai pensionati, versando le relative imposte all’Erario e certificando annualmente gli importi nella CU (Certificazione Unica).
Pertanto, in assenza di comunicazione esplicita, verrà applicato automaticamente il regime ordinario previsto dalla legge, che prevede:
- aliquote IRPEF progressive per scaglioni di reddito (secondo le fasce stabilite per l’anno di riferimento),
- riconoscimento automatico delle detrazioni d’imposta per redditi da pensione e per eventuali familiari a carico già registrati nei sistemi INPS.
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