14 Luglio 2024

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Videosorveglianza: no al controllo dei lavoratori

Le telecamere sul posto di lavoro? Sì ma solo per motivi di sicurezza, emergono  profili di illegittimità per l’uso delle immagini per contestazioni disciplinari.

Lo ha ribadito con il provvedimento dell’11 aprile 2024 il Garante della Privacy,  tornando a trattare il tema dell’utilizzo delle videocamere all’interno dei luoghi di lavoro.

Nel caso esaminato, le videocamere di sorveglianza negli uffici di un comune erano state posizionate in prossimità dei dispositivi di rilevazione delle presenze e in assenza di un accordo con le rappresentanze sindacali.

Lo strumento veniva inoltre utilizzato per contestazioni disciplinari connesse al mancato rispetto dell’orario di lavoro.

Il collegamento della videocamera, dichiarava il Comune, era stato disposto a seguito di un’aggressione avvenuta all’interno dei locali e l’installazione era stata autorizzata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro. 

Dalle risultanze dell’istruttoria, invece, l’autorizzazione dell’ITL risultava risalente ad una data successiva rispetto alla contestazione disciplinare rivolta al dipendente che si era poi rivolto all’autorità Garante.

La condotta del Comune, volta al trattamento dei dati personali in entrata e in uscita dal luogo di lavoro, si poneva quale forma di controllo sull’attività dei dipendenti, in violazione dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/1970).

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