Con la recente sentenza n. 637/2023, il Tribunale di Torino è intervenuto in materia di diritti connessi alla disabilità.
Il ricorrente, psicologo professionista convenzionato a tempo indeterminato con un orario di lavoro di 22 ore settimanali presso una sede ASL, e soggetto portatore di handicap dal dicembre 2008 e con disabilità grave attestata nel 2009, riteneva di non aver potuto fruire, già a partire dal gennaio 2010, dei permessi riconosciuti ai soggetti maggiorenni con disabilità grave.
Il ricorrente riteneva che i permessi L.104 fossero stato ammessi dall’Asl in misura ridotta da aprile 2020 per un totale di 13,12 ore al mese e portati ad un giorno mensile a partire da settembre 2021.
L’Asl chiedeva invece il rigetto del ricorso per diversi ordini di ragioni. In un rapporto di lavoro autonomo, la legge 104 non si applica al caso in esame e in conformità a quanto previsto dagli Accordi Collettivi nazionali vigenti tra il 2010 e 2020 la fruizione dei permessi è prevista nei casi di assistenza ai familiari disabili e non a favore dei lavoratori portatori di handicap.
Circa alla riduzione del permesso ad un giorno mensile, l’Asl sosteneva la riparametrazione dei permessi per gli incarichi e gli orari corrispondenti: con 38 ore settimanali è possibile fruire di tre giorni al mese di permesso, con incarichi inferiori alle 25 ore, di un giorno al mese.
La sentenza del Tribunale di Torino sui diritti connessi alla disabilità
Previa analisi dei singoli motivi di ricorso, il Tribunale di Torino ha ritenuto fondata la domanda dell’interessato contro il datore di lavoro e ha condannato la Asl al risarcimento del danno non patrimoniale derivante dall’accertamento della discriminazione subita dal ricorrente.
La mancata concessione dei permessi a partire da gennaio 2010 fino a marzo 2020 e, la successiva concessione di un solo giorno dal 14 settembre 2021, hanno determinato una violazione del principio di parità di trattamento tra i dipendenti, non solo con riferimento ai diversi regimi orari ma anche con riferimento alla condizione psico-fisica del ricorrente.

