Turbolenza? La prima scelta per il 2026

Preoccupazione è la prima parola scelta dagli italiani per definire il 2026 (37% del campione) ma uno su 4 che si attacca comunque tenacemente all’ottimismo (25%), e alcuni chiamano in causa persino la curiosità e la fiducia (24%). È questa l’istantanea scattata dalle due survey dell’Ufficio studi Coop condotte a dicembre 2025; la prima su un campione rappresentativo della popolazione italiana in collaborazione con Nomisma e la seconda tra gli opinion leader iscritti alla community del Rapporto Coop*.

Netanyahu, Putin e Trump, i leader più negativi.  Valutazioni positive per Xi Jiping. Preoccupazione  è la prima parola scelta dagli italiani per definire l’anno che verrà (37% del campione), non manca la voglia di resistere con uno su 4 che si attacca comunque all’ottimismo (25%), e alcuni citano anche la curiosità e la fiducia (24%). E’ quanto emerge dal Rapporto Coop 2025.

La maggioranza (43%) utilizza il sostantivo “turbolenza” per descrivere lo scenario 2026, il 34% sceglie “instabilità”, mentre sarà “stabile” per appena l’1%.

Questa instabilità orienta negativamente anche le previsioni sull’andamento dei mercati finanziari nel 2026, in forte ribasso o soggette ad una contrazione significativa per il 38% degli opinion leader intervistati.
Quanto ai giudizi sui grandi leader: Netanyahu, Putin e Trump, sono quelli su cui pesano i giudizi fortemente negativi degli opinion leader intervistati (tutti sopra l’80%), mentre Xi Jinping è l’unico leader globale a raccogliere valutazioni per lo più positive (43%).

Instabilità orienta negativamente previsioni su andamento mercati finanziari

Secondo l’istantanea scattata dalle due survey dell’Ufficio studi Coop condotte a dicembre 2025 in realtà le emozioni positive sono fortemente connesse alla sfera personale e familiare; più gli italiani guardano allo scenario nazionale e internazionale più la tensione sale e ammanta di negatività le aspettative. È così per il mercato del lavoro del territorio in cui si vive (lo vede nero il 43%, solo
l’11% associa positività), il fattore sicurezza (47% negativo a fronte di un 8% positivo), l’accesso ai servizi sanitari (il 48% versus 9%) e non si fanno sconti allo stato dell’economia italiana (percezione negativa al 42% contro il 21% positiva),
alle criticità generate dai cambiamenti climatici (percezione negativa al 50% contro il 20% positiva).

La maggioranza degli opinion leader della community del Rapporto Coop (43%) utilizza il sostantivo “turbolenza” per descrivere lo scenario 2026, il 34% sceglie “instabilità”, mentre sarà “stabile” per appena l’1%. Un’instabilità che orienta
negativamente anche le previsioni sull’andamento dei mercati finanziari nel 2026, in forte ribasso o soggetti ad una contrazione significativa per il 38% degli opinion leader intervistati.

L’impressione è di essere in un contesto confuso ed erratico con improvvise imprevedibili accelerazioni, una sorta di globale frullatore i cui comandi paiono affidati a pochi leader mondiali: Netanyahu, Putin e Trump, su cui pesano giudizi
fortemente negativi degli opinion leader intervistati (tutti sopra l’80%) mentre Xi Jinping è l’unico leader globale a raccogliere valutazioni per lo più positive (43%).

Comprensibile quindi attendersi un 2026 ancora difficile con l’Italia che ritorna ad essere il fanalino di coda dell’Europa con una crescita del Pil che i manager intervistati indicano appena sopra lo 0 (+0,2% a fronte di una previsione Istat di un +0,8%).

Tra le priorità affidate al Governo dagli opinion leader spiccano, oltre alla persistente richiesta di riduzione della pressione fiscale per famiglie e imprese, il potenziamento delle politiche per il lavoro intese come valorizzazione del capitale
umano, conciliazione vita-lavoro, regolarizzazioni e nuove politiche di natalità e persiste l’atteggiamento positivo con cui si guarda al contributo che l’AI potrà dare alla produttività delle imprese (il 69% parla di incremento significativo o
moderato), mentre il 37% è altrettanto convinto che possa portare beneficio anche ai tassi di occupazione.

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