Dopo che diversi Stati membri hanno iniziato a muoversi in ordine sparso – introducendo divieti uno diverso dall’altro, su base nazionale – la Commissione europea ha deciso che eÌ arrivato il momento di introdurre un’etaÌ minima a livello Ue per l’utilizzo dei social network. La soglia verraÌ fissata a 13 anni: prima di quell’età, i minori potranno accedere solo a determinate piattaforme ed esclusivamente con la supervisione di genitori o insegnanti. Compiuti i 13 anni, potranno crearsi dei loro profili autonomamente, ma i social dovranno disattivare una serie di funzionalitaÌ per i minorenni.
A convincere Ursula von der Leyen è stato il rapporto di un gruppo di esperti, incaricati dalla stessa Commissione di studiare il fenomeno e di avanzare alcune proposte.
Il documento eÌ stato consegnato ieri e una delle raccomandazioni chiede appunto di vietare l’utilizzo dei social e degli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale ai minori di 13 anni. la presidente della Commissione ha annunciato che intende seguire questa strada con una proposta legislativa che verraÌ presentata a settembre, probabilmente in occasione del suo tradizionale discorso sullo Stato dell’Unione.
Lo studio del team di esperti, guidato da Joerg Fegert (psichiatra e psicoterapeuta dell’infanzia, docente all’UniversitaÌ di Ulm, in Baviera) e da Maria Melchior (direttrice perla Ricerca all’Inserm di Parigi), ha evidenziato che l’uso eccessivo dei social media (superiore alle 3 ore al giorno) è associato a tassi più alti di depressione, ansia e problemi di concentrazione.
L’uso dei social, inoltre, puoÌ causare dei problemi di salute mentale e gli esperti hanno riscontrato che i minori giaÌ vulnerabili tendono a usarli in modo ancor piuÌ problematico.
Secondo il rapporto, i giovani europei passano in media tra le quattro e le sei 8 ore al giorno davanti agli schermi, il che – su una vita intera – equivale a 20 anni. Quasi il 60% dei bambini piuÌ piccoli ha giaÌ manifestato problemi emotivi o psicosociali legati alle proprie esperienze online.
L’esposizione agli schermi – segnalano gli esperti – può causare ritardi nello sviluppo del linguaggio, problemi di attaccamento e disturbi del sonno per i bambini fino a due anni, mentre per quelli dai 3 ai 5, che sono estremamente vulnerabili ai meccanismi di gratificazione, possono veder compromesso lo sviluppo della loro autoregolazione.
Per i preadolescenti tra i 10 e i 12, che si trovano in una fase critica di vulnerabilitaÌ psicologica, l’acquisizione di uno smartphone a 12 anni eÌ stata collegata a un maggiore rischio di depressione dopo un anno. In generale, c’eÌ un allarme per l’esposizione a contenuti illegali e di criminalità, come video porno generati dall’intelligenza artificiale, a cyberbullismo e contenuti di radicalizzazione estremista. C’è anche una questione di genere, con le ragazze che si trovano più esposte a problemi relativi alla loro immagine. Con l’introduzione del divieto per gli under 13 e l’accesso condizionato agli under 18, spetterà alle piattaforme dimostrare che i loro servizi. “non arrecano danni” agli adolescenti: dovranno disattivare per default lo scroll infinito, l’auto- play dei video e le notifiche push per tutti i minori. Saranno inoltre chiamate ad adottare sistemi per la verifica dell’età, ma senza tracciamento neì raccolta dei dati d’identitaÌ o biometrici per assicurare il rispetto della privacy.

