In alcuni paesi, famiglie e imprese si affidano talora alle stablecoins per effettuare le rimesse e i pagamenti transfrontalieri ma secondo un’analisi della Banca d’Italia non vi sono prove solide della loro efficienza in termini di costi. Ad indicarlo e’ il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in un intervento a Londra. Panetta indica i risultati preliminari di una verifica fatta sul campo da via Nazionale con transazioni concrete, in una sorta di ‘mistery shopping’ da parte di personale della banca centrale italiana.
Nel caso di pagamenti transfrontalieri con le stablecoin “i loro costi variano in misura significativa tra i diversi corridoi di pagamento e risultano fortemente influenzati dalle spese di conversione della moneta in criptoattivita’ (le cosiddette commissioni on-ramp) e viceversa (commissioni off-ramp), e in alcuni casi possono raggiungere il 9% della somma trasferita”.
Panetta ricorda l’attrattiva di questi strumenti: essi promettono trasferimenti piu’ rapidi e, per gli utenti di paesi con valute deboli o controlli sui movimenti di capitale, una forma di riserva di valore alternativa ai canali ufficiali”.
Il Governatore della Banca d’Italia nel testo dell’intervento svolto a Londra, aggiunge che “l’utilizzo delle stablecoins comporta rischi concreti, quali le ‘corse ai riscatti’; minacce alla sovranita’ monetaria nelle economie piu’ piccole; perdite irreversibili dovute a problemi operativi – chiavi di accesso smarrite, errori nei codici di programmazione, attacchi cibernetici; gravi timori per l’integrita’ finanziaria quando gli operatori utilizzano reti e infrastrutture opache. A cio’ si aggiunge un interrogativo cruciale: chi risponde in caso di controversie, quando i pagamenti avvengono su un registro digitale privo di una giurisdizione di riferimento?”
Secondo Panetta, tuttavia, “questi rischi non giustificano una chiusura all’innovazione. Diversi paesi stanno adottando quadri regolamentari specifici, che contribuiscono a mitigarli: in presenza di una normativa solida, le stablecoins potranno svolgere un ruolo positivo in determinati corridoi di pagamento”.
Il sistema dei pagamenti transfrontalieri e’ ancora inefficiente e limita l’inclusione finanziaria di comunita’ altamente vulnerabili.
Il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, a capo del Comitato per i pagamenti del G20, nel discorso tenuto a Londra sottolinea come le rimesse verso i Paesi con reddito basso e medio hanno raggiunto nel 2024 i 650 miliardi di dollari e ridurne i costi fino all’obiettivo del 3% consentirebbe risparmi annui compresi tra 7 e 22 miliardi di dollari, a beneficio diretto di comunita’ altamente vulnerabili”. Trasferire 200 dollari verso un Paese dell’Africa subsahariana “attraverso canali formali puo’ costare piu’ di 20 dollari. Questi oneri equivalgono a una tassa occulta sui redditi percepiti all’estero”. Le infrastrutture di pagamento transfortariele non sono neutrali, ricorda Panetta, c’e’ un’implicazione geopolitica, come nel caso dell’accesso al sistema Swift negato alla Russia dopo l’Ucrina, e ci sono sviluppi che “alimentano il rischio di una crescente frammentazione” da evitare.
Insomma gli obiettivi del G20 per migliorare il sistema dei pagamenti internazionali sono ancora lontani: la Roadmap al 2030 che mira a rendere i pagamenti transfrontalieri piu’ rapidi, economici, trasparenti e inclusivi fissa alcuni obiettivi quantitativi.
Il Governatore della Banca d’Italia presiede il Comitato Payments and Market Infrastructures del G20 e ne ricorda uno in particolare: quello per le rimesse il cui “costo medio globale resta vicino al 6,4%, piu’ del doppio dell’obiettivo del 3% fissato per la fine del 2030”.
La Roadmap del G20 si propone di raggiungere obiettivi quantitativi per ciascuno de quattro obiettivi e e per tre diversi segmenti di mercato: all’ingrosso, al dettaglio e quello delle rimesse. Panetta in un intervento a Londra delinea i progressi fatti in sei anni, dal lancio del programma nel 2020 e tra questi ricorda che “circa l’80% dei sistemi di pagamento e’ gia’ migrato allo standard di messaggistica ISO 20022 per i pagamenti domestici, o prevede di farlo”.
Lo standard ISO 20022, individuato come soluzione idonea ad armonizzare sistemi di messaggistica frammentati, migliora l’efficienza dell’elaborazione, riduce i costi, accelera le transazioni e rafforza la conformita’, la prevenzione delle frodi e la gestione dei rischi nelle infrastrutture finanziarie.

