Social, 21 marzo il compleanno del Twitt

Fu lanciato il 21 marzo 2006, venduta all’imprenditore cambia il nome in X nel 2023 “Just setting up my twittr”. Con questo messaggio stringato, di configurazione, il 21 marzo 2006 partiva l’avventura di Twitter il social che quasi quattro anni fa è diventato di proprietà di Elon Musk che ora spinge sull’intelligenza artificiale di Grok.

A scrivere il primo post fu Jack Dorsey, uno dei cofondatori della piattaforma insieme a Noah Glass, Biz Stone e Evan Williams . Il nome voleva evocare ciò a cui è stata ispirata l’invenzione: la brevità degli Sms. “Volevamo catturare quella sensazione fisica di ronzare nella tasca, ronzare in tutto il mondo”, aveva spiegato allora Dorsey.

Il microblog nasce sulle ceneri di Odeo, un sistema per pubblicare sul web messaggi audio o video via telefono.

L’inventore Noah Glass (che poi abbandona) fa salire sulla barca Evan Williams (ex Google), il web designer Jack Dorsey e l’ingegnere Blaine Cook. Ad accorgersi del social fu il blog specializzato TechCrunch perchè qualcuno a San Francisco lo usa per dare la notizia di un terremoto. Da lì Twitter vola. In un anno triplica la mole di cinguettii (da 20.000 ad oltre 60.000 al giorno). Caratteristica della piattaforma è la brevità: messaggi di 140 caratteri, un limite storico poi infranto e raddoppiato nel 2016.

Altra idea, inglobata da tutti i social, è quella dell’hashtag per indicare gli argomenti di tendenza: il suggerimento viene dato da un utente, Chris Messina, il cancelletto viene lanciato ufficialmente il 23 agosto 2007, nel 2014 entra nel dizionario inglese Oxford. Tra i più noti #JeSuisCharlie, l’hashtag circolato in occasione della strage alla redazione del giornale francese Charlie Hebdo.

Grazie alle caratteristiche di brevità e immediatezza Twitter si presta a essere un’agorà, una piazza pubblica, e a documentare l’attualità, dalla rivolta in Iran del 2009 alla Primavera araba.

Gli utenti fanno la cronaca della tragedia di Haiti e della cattura di Osama Bin Laden e protestano in scia del MeToo. La piattaforma diventa così un mezzo di comunicazioni di giornalisti, politici, istituzioni, celebrities e anche del Papa. Ed è l’unico vero avversario dell’impero di Mark Zuckerberg, ora Meta.

Ma Twitter non riesce a monetizzare fino in fondo la sua popolarità e il 27 ottobre 2022 viene venduto a Elon Musk per 44 miliardi di dollari. L’imprenditore si fa immortalare mentre entra nella sede della società con un lavandino in mano e il commento “Let’s that sink in”, in slang “fatevene una ragione”.

Inizia così un capitolo tutto nuovo: Twitter viene trasformata in società privata e si ritira dalla Borsa (addio all’obbligo di pubblicare trimestrali sugli utili e altri dati pubblici); dimezza la forza lavoro, smantella il comitato di sicurezza, mette a pagamento la spunta blu di verifica, cambia il nome in X
nel 2023. L’intento di Musk è farla diventare una piattaforma per tutto sullo stile della cinese WeChat in cui inglobare messaggi, telefonate, video, pagamenti e shopping.

Ma la svolta di Twitter-X è soprattutto in chiave politica e di intelligenza artificiale. A partire dalla riammissione di Donald Trump che era stato bannato dopo l’assalto del 6 gennaio 2020 a Capitol Hill. Con la rielezione del presidente americano Musk diventa poi Doge, cioè capo del dipartimento per l’efficienza, un’esperienza che dura solo pochi mesi. Una recente ricerca di Nature ha documentato gli effetti politici dell’algoritmo di X sulle opinioni degli utenti.

Altra scommessa di Elon Musk è l’intelligenza artificiale.
Nel 2023 ha inserito in X il chatbot Grok che nelle scorse settimane è finito sotto indagine in diversi paesi del mondo, anche in Ue, per una funzione che creava deepfake sessuali di donne e minori. “Solo Grok dice la verità. Solo un’intelligenza artificiale veritiera è sicura. Solo la verità comprende l’universo”: professa sul suo prifilo X Elon Musk che secondo Forbes è attualmente l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio netto stimato di 839 miliardi di dollari.

Agenzia di stampa Ansa

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