Con l’ordinanza n.525 del 2023 affrontato il tema del diritto dei lavoratori fragili a lavorare da remoto.
Il caso aveva preso le mosse da una lavoratrice affetta da artrite reumatoide in fase attiva che aveva causato un’invalidità pari al 50%.
Nel periodo pandemico l’accordo individuale di lavoro tra datore e dipendente prevedeva 5 giorni di lavoro agile ma successivamente, a giugno 2023, per diverse esigenze aziendali ed organizzative, l’azienda aveva comunicato la modifica delle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa e la richiesta dello svolgimento del lavoro esclusivamente in presenza a partire da luglio
L’organo giudicante, dopo aver svolto una ricognizione della disciplina in vigore in materia, ha rigettato il ricorso della dipendente contro verso la decisione del datore di lavoro.
Il Tribunale ha ritenuto che il diritto allo smart working per la lavoratrice, così come per il genitore di figli under 14, passa per la valutazione aziendale e l’assetto organizzativo specifico per quella mansione.
Smart working e lavoratori fragili: per il tribunale di Trieste decide il datore di lavoro.

