La nostra visione di un’economia resiliente dell’area euro si sta concretizzando. Le condizioni finanziarie più favorevoli continuano a farsi sentire, sostenendo i consumi e gli investimenti. L’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti dissipa l’incertezza che gravava sulle decisioni delle imprese in materia di prestiti e investimenti.
Riteniamo che l’allentamento delle tensioni commerciali, insieme ai segnali di ripresa ciclica, segnerà la fine del ciclo di tagli dei tassi da parte della Bce.
Abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni di crescita per il 2025 dall’1% all’1,3%, sulla scia di una performance superiore alle attese nella prima meta’ dell’anno. Sebbene gran parte della sorpresa positiva sia stata determinata da un notevole aumento delle esportazioni dovuto all’anticipo dei dazi, anche la domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita dell’Eurozona.
L’accordo commerciale tra UE e Stati Uniti porta sollievo: i dazi sembrano destinati a stabilizzarsi al 15%. Si tratterebbe di un aumento rispetto al 10%, ma ben al di sotto del 30% che era stato minacciato. Con il Giappone e la Corea del Sud che accettano lo stesso tasso, gli esportatori europei mantengono la parita’ competitiva nel mercato statunitense. Potrebbero persino guadagnare terreno se la Cina dovesse affrontare dazi molto più elevati.
In cambio, l’UE si è impegnata ad acquistare più attrezzature militari statunitensi, a investire 600 miliardi di dollari nell’economia americana e ad aumentare le importazioni di GNL dagli Stati Uniti. Trump rivendica un aumento di 250 miliardi di dollari all’anno nelle importazioni di energia, un balzo notevole rispetto agli attuali 65 miliardi. Tuttavia, con i contratti energetici a lungo termine in vigore e le aziende private che guidano le importazioni di energia, questa promessa potrebbe essere più una mossa politica che una realtà economica.
Gli impegni riprendono accordi passati: durante il primo mandato di Trump, la Cina si era impegnata a spendere altri 200 miliardi di dollari in prodotti agricoli statunitensi, una promessa che non si è mai concretizzata. Tuttavia, l’accordo commerciale contribuisce a ridurre l’incertezza politica senza provocare gravi perturbazioni all’economia dell’eurozona. E mentre il commercio con gli Stati Uniti si e’ ora normalizzato dopo un’accelerazione iniziale, gli indicatori anticipatori continuano a segnalare un ulteriore miglioramento.
Fonte: Eurozone Economist, Schroders red – (RADIOCOR)

