‘Il 29% attribuito a Mosca X piattaforma più usata, Kiev nel mirino’. Italia nella top 15.
“Nel 2025 il Servizio di Azione Esterna ha rilevato 540 incidenti a livello mondiale Come negli anni precedenti, l’Ucraina è rimasta l’obiettivo principale, seguita da Francia, Moldavia e Germania”- E’ quanto emerge dal report annuale Ue sulle interferenze e la manipolazioni dell’informazione dall’esterno (Fimi). “Il 29% degli incidenti è stato attribuito alla Russia, mentre il 6% era collegato alla Cina. In rare occasioni, le infrastrutture FIMI sia russe che cinesi hanno operato all’unisono.
Il 65% di tutti gli incidenti registrati rimane non attribuito, ma presenta indicatori di coordinamento con risorse Fimi collegate a infrastrutture attribuite alla Russia o alla Cina”, si legge nel rapporto, che sottolinea come il trend delle minacce sia “in espansione”.
Il testo spiega come “10.500 canali sono stati coinvolti negli episodi di Fimi individuati, che andavano da siti web di notizie false ad account sui social media o blog, dando luogo ad attività multipiattaforma e a un coordinamento tra diverse risorse dell’ecosistema Fimi”. Sono stati registrati complessivamente circa “43000 elementi osservabili (contenuti quali testi, file audio e video)” legati a interferenze e manipolazione su 19 diverse piattaforme distinte. “I social media e le piattaforme di messaggistica rimangono il mezzo più conveniente per raggiungere un vasto pubblico in tutto il mondo.
La maggior parte degli episodi Fimi riguarda contenuti ripubblicati da più account su varie piattaforme. L’obiettivo è permeare lo spazio informativo per ampliare la visibilità e la credibilità percepita dei contenuti, rivolgendosi al contempo a un pubblico specifico sulla base di fattori socio demografici e geografici. Ad esempio, molti casi rivolti all’Ucraina e all’Europa orientale si riscontrano su Telegram, una delle piattaforme di messaggistica più popolari in quest’area.
Analogamente alle tendenze precedenti, l’88% dei casi si è concentrato sulla piattaforma X”, spiega ancora il Servizio di Azione esterna.
Tra i Paesi più colpiti c’è anche l’Italia, nella top 15 stilata dal report, che include tra gli altri anche Spagna, Romania, Belgio, Gran Bretagna. Il 36% delle minacce ha riguardato contenuti politici, il 22% la sicurezza militare, il 23% i media, l’8% le organizzazioni non governative.
“Senza informazioni affidabili e basate sui fatti, non possiamo fare scelte consapevoli su nulla, dalla nostra salute all’istruzione dei nostri figli, fino alle persone per cui votiamo. Sì, la democrazia è più forte nel nostro continente che in qualsiasi altra parte del mondo.
I paesi hanno garanzie che funzionano davvero. Ma ogni elezione nazionale è ormai bersaglio di interferenze. Il 2026 sarebbe una tempesta perfetta per l’Europa. Dobbiamo tutti rimanere vigili in questa lotta”. Lo ha dichiarato l’alta rappresentante Ue Kaja Kallas in conferenza stampa dedicata al nuovo rapporto del Servizio europeo d’azione esterna (Seae) sulle operazioni di manipolazioni e interferenze informative straniere (Fimi).

