La modernizzazione del coordinamento della sicurezza sociale è un passo cruciale per facilitare la mobilità dei lavoratori e garantire maggiore certezza del diritto alle imprese. Centrale nella discussione è stato anche il ruolo dell’innovazione: l’intelligenza artificiale, se utilizzata in modo responsabile, può rendere i sistemi di sicurezza sociale più sostenibili ed efficienti, migliorare la produttività e favorire un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.
Secondo Zbigniew Derdziuk, Presidente di Zus: “Valorizzare l’esperienza dei lavoratori senior non è solo un atto di giustizia, ma una scelta strategica: l’intelligenza e la saggezza che hanno accumulato rappresentano un asset competitivo per tutta l’Europa”.”La fiducia nell’assicurazione sociale, la fiducia nei sistemi di sicurezza sociale europei e nazionali sono un fondamento che dobbiamo costruire e sviluppare insieme”, ha osservato František Boháček, Direttore Generale di Cssa. Per Mikko Kautto dell’Etk, l’Istituto Finlandese: “Gli Stati membri dell’UE hanno risposto all’invecchiamento della società in diversi modi, e vi sono esperienze e analisi di riforme e modernizzazione dei sistemi di protezione sociale.
Con una più stretta cooperazione, gli enti di previdenza sociale possono imparare dalle riforme di successo per servire meglio i cittadini”. Secondo il Presidente dell’Inps Gabriele Fava: “A Rimini, insieme ai nostri colleghi europei, abbiamo aperto una nuova fase di collaborazione sul welfare: dalla longevità al calo delle nascite, dai giovani all’intelligenza artificiale. Le grandi sfide non ammettono più ritardi e richiedono un’azione congiunta. Lavoreremo insieme per costruire un modello europeo condiviso, in grado di sostenere crescita, equità e competitività”.
“La competitività e la resilienza dell’Europa non possono essere separate da un’agenda sociale forte. Dobbiamo garantire la sostenibilità di sistemi di welfare protettivi, inclusivi e produttivi. D’altronde, cosa sarebbe l’Europa senza la sicurezza sociale?”, ha osservato Yannis Natsis, direttore dell’Esip.Da Rimini arriva un messaggio chiaro: l’Europa non può separare la sua competitività dalla sua dimensione sociale. Solo rafforzando i sist emi di previdenza sociale e investendo nel capitale umano sarà possibile costruire un futuro di stabilità, innovazione e solidarietà per le generazioni future.
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