Iscrizione automatica ai regimi integrativi, sistemi di monitoraggio e accesso più agevole al piano pensionistico individuale a livello europeo (il cosiddetto ‘Pepp’): sono queste alcune delle misure che la Commissione europea propone ai governi attraverso un pacchetto legislativo e non per rafforzare il regime delle pensioni integrative con l’obiettivo di garantire “un reddito pensionistico adeguato” alla popolazione e sbloccare al tempo stesso capitale stabile per l’economia e nelle priorità dell’Ue.
Il pacchetto adottato dall’esecutivo Ue, parte della strategia dell’Unione del risparmio e degli investimenti, si compone di una serie di raccomandazioni non legislative e da due misure legislative per “modernizzare” la normativa sul prodotto pensionistico personale paneuropeo (Pepp) e sugli enti pensionistici aziendali o professionali. Bruxelles stima che appena il 18% degli europei si affidi a prodotti pensionistici personale e punta a invertire la rotta, pur nel quadro delle competenze nazionali sui regimi pensionistici.
Un’offerta di Pepp ‘di base’ sarà offerta al pubblico senza consulenza, mentre i risparmiatori avranno accesso a un piano su misura. Bruxelles rivede inoltre la normativa per rendere gli enti pensionistici aziendali o professionali più efficienti e operativi su larga scala, eliminando al contempo “i vincoli indebiti sugli investimenti, soggetti a una vigilanza rafforzata”.
Per entrare in vigore le due proposte legislative andranno ora negoziate da Parlamento e Consiglio Ue.

