Previdenza complementare:  i simulatori per imprese e dipendenti (2)

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto che il Portale della previdenza complementare si è arricchito di due nuovi simulatori online, realizzati in collaborazione con il Mefop.

Il primo simulatore è rivolto in maniera specifica ai lavoratori per dotarli di quello che viene definito un “binocolo sul futuro” per avere un supporto concreto nella comprensione delle opportunità offerte dalla previdenza complementare, aiutandoli a valutarne gli effetti sulle prospettive pensionistiche e le implicazioni delle scelte relative alla destinazione del trattamento di fine rapporto (TFR).

Il secondosimulatore è invece rivolto alle aziende per valutare le misure compensative economiche e contributive previste per compensare la perdita di liquidità derivante dall’adesione dei propri dipendenti a un fondo pensione o dai versamenti aziendali del TFR al Fondo Tesoreria INPS. Come viene sottolineato i risultati forniti rappresentano esclusivamente stime orientative, basate sui dati inseriti dagli utenti e sulle ipotesi di calcolo adottate.

Procedendo ad un maggior livello di dettaglio il primo simulatore è rivolto ai lavoratori e consente di ottenere una stima indicativa della pensione futura, confrontando la prestazione attesa dal sistema previdenziale pubblico con quella potenzialmente derivante dall’adesione a una forma pensionistica complementare.

I risultati della simulazione si basano sui dati che vengono inseriti e su parametri macroeconomici utili a intercettare gli scenari futuri. Inserendo età, stipendio annuo lordo, da quando si lavora e quanto si pensa di versare al fondo di previdenza complementare, il sistema stima la decorrenza e l’importo della pensione di primo pilastro e quella integrativa, nonché la differenza tra l’ultimo reddito presunto e la pensione.

È possibile esplorare scenari differenti in logica di what if e valutare il contributo che la previdenza complementare può offrire all’integrazione del reddito pensionistico e al mantenimento del tenore di vita desiderato. L’utente inserisce autonomamente i propri dati e può modificare i parametri per confrontare diverse ipotesi e comprenderne le possibili conseguenze.

Il secondo simulatore è dedicato alle imprese e permette di stimare i vantaggi fiscali e contributivi, nonché le misure compensative previste per i datori di lavoro che destinano il TFR dei dipendenti ai fondi pensione.

Inserendo i dati relativi al numero di dipendenti in forza nel 2006 (o nel primo anno solare di attività della azienda se successivo al 2006), al TFR in uscita maturato dai dipendenti iscritti ai fondi di previdenza, e dichiarando se la base imponibile fiscale dell’azienda è sufficientemente capiente per tali agevolazioni, si possono conoscere gli importi delle tre forme di compensazione economica che la normativa riconosce, ovvero l’importo della deducibilità fiscale (4% o 6% del TFR, che determina una riduzione dell’IRES proporzionale all’aliquota applicabile) e la riduzione degli oneri relativi al contributo pagato al fondo di garanzia INPS e gli oneri impropri (al netto degli effetti sulle imposte sui redditi).

A queste misure va poi aggiunto che non è più a carico del datore di lavoro la rivalutazione del TFR secondo l’art. 2120 del codice civile (1,5% + 75% dell’indice di prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati).

Se si è un’azienda che non è obbligata al versamento del TFR presso il fondo di tesoreria INPS, si può anche simulare il costo del rimpiazzo, tramite accensione di un finanziamento alternativo, di importo pari al TFR che si deve versare ai fondi pensione al netto degli interventi compensativi. Tale costo viene confrontato con il costo di rivalutazione, che si dovrebbe sostenere trattenendo il TFR in azienda, per determinare la convenienza o meno di versare il TFR ai fondi pensione.

I costi (sia quelli relativi alle rivalutazioni nel caso in cui il TFR venga trattenuto, sia quelli relativi agli interessi nel caso in cui la azienda dovesse ricorrere al debito) vengono confrontati su un arco temporale indicato nella simulazione, che rappresenterebbe il tempo entro cui si vuole rimborsare il debito, e sono espressi al netto degli effetti sulle imposte, essendo in entrambi i casi oneri deducibili. Il risultato ottenibile è quello di una simulazione delle misure compensative dedicate alle aziende.

È, inoltre, possibile simulare il costo del TFR tenuto in azienda rispetto al costo di un eventuale finanziamento sostitutivo, oltre che i costi effettivi legati all’eventuale contributo datoriale. Mettendo a confronto i benefici delle misure compensative con gli eventuali costi netti del finanziamento esterno e i costi legati ai contributi datoriali, è possibile fare un bilancio generale dei costi (o dei benefici) di conferire il TFR dei propri dipendenti ai fondi pensione.

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