Prevenzione e sicurezza del lavoratore in base al piano strategico nazionale 2021-2023. La pandemia ha reso necessario, per le aziende, porre in essere ulteriori misure i materia di sicurezza sul lavoro concernenti principalmente la salute dei lavoratori; la pianificazione delle risorse al fine di garantire il lavoro in sicurezza; lo sviluppo di competenze specifiche per fare in modo che l’espletamento della prestazione lavorativa non subisca rallentamenti.
In tale contesto, il richiamo al D.Lgs 81/2008 risulta necessario. All’interno della disposizione normativa si rinviene l’obbligo per il datore di lavoro di individuare i rischi generali e quelli connessi allo svolgimento del lavoro. Si dovranno mettere in atto disposizioni volte a scongiurare il rischio di assembramenti all’interno degli spazi del luogo di lavoro, visto il rischio a cui può portare una pandemia di tipo influenzale.
Altro aspetto che non si dovrà sottovalutare e l’avviamento, in caso di chiusura, delle modalità di lavoro agile al fine che non si verifichino rallentamenti nella gestione del lavoro.
Agli obblighi del datore dovrà corrispondersi la piena collaborazione da parte delle risorse nell’azienda.
Questo è quanto viene previsto nel “Piano strategico operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu ) per gli anni 2021-2023”, sottoscritto nell’ambito della conferenza Stato-Regioni con l’Accordo del 25 gennaio pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio.
Prevenzione e sicurezza del lavoratore in base al piano strategico nazionale 2021-2023

