Opzione donna e Ape sociale per andare in pensione nel 2020. Il disegno di legge di Bilancio per il 2020 in tema pensioni, contiene la proroga di opzione donna e dell’APE sociale. Opzione donna consente alle lavoratrici dipendenti con almeno 57 anni di età (58 per lavoratrici autonome) e con almeno 35 anni di anzianità, la possibilità di optare per la liquidazione della pensione calcolata interamente con sistema contributivo nell’ipotesi in cui la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi si collochi entro l’anno 2019.
Occorre precisare che il regime delle decorrenze prevede un differimento pari a 12 mesi (18 per le autonome) dalla maturazione dei requisiti; di conseguenza per quel che riguarda le lavoratrici autonome, potranno uscire quelle lavoratrici che hanno maturato il requisito entro il primo semestre 2019, quindi, con prima decorrenza utile a partire dal 1° luglio 2020.
In relazione ai dati raccolti nella Relazione tecnica emerge una riduzione degli importi pensionistici per effetto del calcolo contributivo mediamente pari all’8% per le lavoratrici dipendenti e al 17% per le lavoratrici autonome.
Per ciò che concerne l’APE sociale viene estesa l’applicazione di tale misura anche a coloro che maturano i relativi requisiti entro l’anno 2020; si ipotizza che la misura possa andare ad interessare circa 14.000 individui.
Le condizioni di accesso all’Ape sociale rimangono invariate per l’anno 2020 e consistono nel possesso delle seguenti condizioni:
- età anagrafica minima di 63 anni, con riduzione massima di due anni per donne con figli;
- stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
- soggetti che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, o che assistono un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
- soggetti che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
- lavoratori dipendenti che svolgono, da almeno sei anni negli ultimi sette, specifiche professioni per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.
Ai soggetti possessori di tali requisiti viene erogata una indennità pari alla rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, comunque non superiore all’importo massimo d 1500 euro e non soggetta a rivalutazione.
Opzione donna e Ape sociale per andare in pensione nel 2020.

