L’inflazione su base annua nei paesi Ocse è ‘rimasta sostanzialmente stabile’ al 3,4% a febbraio, rispetto al 3,3% di gennaio. Lo indica l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in un comunicato.
L’inflazione complessiva è aumentata in 13 dei 37 paesi aderenti per i quali sono disponibili i dati (su 38) ed è diminuita in 9, mentre è rimasta stabile o sostanzialmente stabile nei restanti 15 paesi.
Sono in totale 16 i paesi che hanno registrato un’inflazione pari o inferiore al 2%. Turchia (al 31,5% dal 30,7%) e Finlandia (allo 0,6% da -0,2%) hanno registrato gli aumenti maggiori, mentre la Norvegia (al 2,7% dal 3,6%) ha registrato la diminuzione maggiore, principalmente per effetto del rallentamento dell’inflazione energetica.
L’inflazione alimentare su base annua nei paesi Ocse è salita al 4% a febbraio, rispetto al 3,7% di gennaio, riflettendo in gran parte un aumento di 4,7 punti percentuali in Turchia. L’inflazione alimentare è aumentata solo in altri otto paesi ed è diminuita in circa la metà di quelli per i quali erano disponibili i dati.
A febbraio – precisa inoltre l’Ocse – l’inflazione complessiva su base annua nell’area del G7 è rimasta stabile al 2,1% ed in aumento solo in Francia (allo 0,9% dallo 0,3%) e Italia (all’1,5% dall’1%).
In Italia, l’aumento è stato trainato da un’accelerazione dell’inflazione dei servizi, mentre in Francia è aumentata l’inflazione di base.
In Canada un effetto base legato alla fine di una riduzione fiscale temporanea a febbraio 2025 ha contribuito al calo dell’inflazione all’1,8% dal 2,3%. L’inflazione complessiva è leggermente diminuita in Germania (1,9% dal 2,1%) e Giappone (1,3% dall’1,5%), mentre nel Regno Unito (3,2%) e negli Stati Uniti (2,4%), gli unici paesi del G7 con un’inflazione superiore al 2%, è rimasta stabile.
el G20 al 3,7% dal 3,4%. Cina all’1,3% dallo 0,2% (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 7 apr – Nell’area euro – precisa l’Ocse – l’inflazione complessiva su base annua è salita all’1,9% a febbraio, rispetto all’1,7% di gennaio. La crescita dell’inflazione energetica e dell’inflazione di base ha più che compensato il calo dell’inflazione alimentare.
Secondo le stime preliminari di Eurostat, inoltre, l’inflazione nell’area euro dovrebbe aumentare ulteriormente fino al 2,5% a marzo 2026, il livello più alto da gennaio
2025.
L’accelerazione e’ trainata principalmente dai prezzi dell’energia, con l’inflazione energetica in rialzo al 4,9% dal -3,1% di febbraio.
Nel G20, l’inflazione complessiva su base annua e’ salita al 3,7% a febbraio dal 3,4% di gennaio, segnando il primo incremento da maggio 2024.
L’inflazione complessiva in Cina e’ aumentata all’1,3% dallo 0,2%, superando l’1% per la prima volta da febbraio 2023, di riflesso alle festivita’ del Capodanno lunare. In Indonesia l’inflazione complessiva e’ aumentata di oltre 1 punto percentuale a febbraio (4,8% dal 3,6%), mentre in India e’ cresciuta per il quarto mese consecutivo, arrivando a 4% dal 3,8% di gennaio. Anche l’Argentina ha registrato un aumento dell’inflazione, salita al 33,1% dal 32,4%, mentre in Brasile (3,8% dal 4,4%) e Sudafrica (2,9% dal 3,4%) l’inflazione e’ diminuita e in Arabia Saudita (1,7% dall’1,8%) e’ rimasta sostanzialmente stabile.

