Occultamento o distruzione delle scritture contabili: aumenta la pena detentiva

Occultamento o distruzione delle scritture contabili: aumenta la pena detentiva. Il delitto di occultamento e distruzione di scritture contabili configura un reato di pericolo in quanto tali operazioni, effettuate dal contribuente al fine di evadere il fisco, determina l’impossibilità di ricostruire il suo volume d’affare o di redditi, andando ad evidenziare un potenziale rischio circa l’evasione che si potrebbe verificare nelle varie scadenze tributarie successive.

Il D. Lgs n. 74/2000 prevedeva per tali comportamenti una reclusione da un anno e sei mesi fino a sei anni; il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 (D. L.  n. 124/2019 in materia fiscale) interviene andando a delineare un forte inasprimento delle pene principali ed una riduzione delle soglie di rilevanza penale delle violazioni fiscali.

L’art. 39 del decreto prevede ora reclusione da tre a sette anni per ” chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.”

Per andare a chiarire e determinare la valenza del reato in oggetto, risulta necessario andare ad evidenziare ciò che la Corte di Cassazione ha statuito di recente; facciamo particolare riferimento alle pronunce n. 26247/2018 e n. 1441/2017; nel primo caso è enunciato il principio secondo il quale il reato contestato presuppone l’esistenza effettiva della documentazione contabile e la produzione di un reddito e, dunque, non considera anche la condotta di omessa tenuta delle scritture contabili, sanzionata solo amministrativamente.

La seconda pronuncia si riferisce ad una doppia azione comportamentale (distruzione e occultamento totale o parziale dei documenti), un dolo specifico di evasione propria o di terzi ed un evento costitutivo, rappresentato dalla sopravvenuta impossibilità di ricostruire, mediante documenti, redditi e volume d’affari. Pertanto, in relazione a quanto detto risulta rilevante quella condotta che è potenzialmente idonea a non consentire la ricostruzione fedele della contabilità; essenziale per la sussistenza del reato è l’elemento soggettivo del dolo specifico, consistente nella volontà di evadere le imposte; in aggiunta si ritiene necessario quel “quid pluris” a contenuto commissivo consistente nell’effettivo occultamento o distruzione delle scritture.

Occultamento o distruzione delle scritture contabili: aumenta la pena detentiva.

In Primo Piano

Continua a leggere

Aumentano le morti sul lavoro nell’UE

Bruxelles – Nel 2024 sono morte 3.367 persone in incidenti sul lavoro nell’Unione europea, 45 in più rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’1,4 per cento. È quanto emerge dagli ultimi dati di Eurostat, secondo cui nello stesso anno...

Minacce e attacchi informatici sul posto di lavoro per tre lavoratori su quattro nell’UE

Bruxelles – Tre dipendenti su quattro nell’Unione europea si sono scontrati con e-mail, messaggi o link sospetti sul luogo di lavoro. Sono i dati che emergono da un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi (30 settembre) dalla Commissione europea. Condotto...

How is the Mediterranean changing?

Spanish scientists and researchers from Europe and the US compiled data from 46 oceanographic campaigns carried out between 1976 and 2018 to study changes in the Mediterranean and the impact of climate change. Temperature, oxygen, pH, carbon and even the...