Italiani in fuga  (all’estero dopo la pensione)

In testa c’è l’Albania: nessuna tassazione sulla pensione, costo della vita bassissimo, affitti irrisori. Meta preferita soprattutto dai pensionati del Sud Italia, spesso autosufficienti e pragmatici. Poi c’è la Tunisia, considerata ”strategica” dall’Inps per gli over 65 autosufficienti. Il prelievo fiscale è minimo – massimo 5% – e si vive bene anche con 800 euro al mese. I dati segnalano una prevalenza maschile in questi due Paesi, forse per l’autonomia richiesta e per l’assenza di strutture assistenziali pubbliche complesse. Anche la Svizzera, la Germania e la Francia restano destinazioni solide, ma più spesso legate a motivi familiari: figli e nipoti residenti, reti sociali preesistenti.

Andarsene non basta. Serve rispettare una serie di regole per non incappare in brutte sorprese. Il requisito chiave è la residenza fiscale: bisogna dimostrare di vivere nel nuovo Paese almeno 183 giorni l’anno. Significa cambiare realmente vita, non solo domicilio.
Occorre: iscriversi all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero); ottenere un contratto di affitto o acquistare casa nel Paese ospitante; aprire un conto corrente locale, dimostrando operazioni effettive; verificare l’esistenza di accordi bilaterali fiscali per evitare la doppia imposizione; vivere nel Paese per almeno sei mesi all’anno, documentandolo in caso di controlli; ricordare che le pensioni da lavoro pubblico sono tassate in Italia, salvo eccezioni limitate:

Chi viola queste condizioni rischia non solo la perdita delle agevolazioni, ma anche accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. E i controlli si sono fatti più frequenti. I pensionati all’estero sono sottoposti alla cosiddetta ”prova di esistenza in vita”: Citibank, su incarico Inps, invia moduli ufficiali da restituire entro tempi precisi. In caso di inadempienza, la pensione viene sospesa. Non bastasse, la Legge di Bilancio 2025 ha congelato la rivalutazione delle pensioni sopra i 598 euro, riducendo ulteriormente l’attrattività fiscale dell’Italia. Il risultato è un’ulteriore spinta a partire, ma solo per chi può farlo in piena regola.

Fonte: Ansa

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