È emerso alla convention di Bologna dei consulenti italiani.
Presentati i pareri resi al CESE europeo.
Mercato del lavoro, innovazione e trasformazione: tre parole insieme per tenere il passo “resiliente” agli acceleratori funzionali.
Tre parole declinate in IA, servizi, organizzazione, formazione continua.
Erano gli argomenti in programma a Bologna nella recente Convention di fine ottobre, insieme i Consulenti del lavoro arrivati da tutta Italia per confrontarsi e cercare di capire come fare per promuovere formazione e competenze.
Come riformulare le politiche attive del lavoro?
Come riformulare gli strumenti e le misure per facilitare l’ingresso e il reinserimento nel mondo lavorativo?
Con programmi di orientamento, formazione professionale, tirocini e incentivi per le assunzioni, supporto ai disoccupati e ai lavoratori in transizione.
Cosi, con questa linea d’orizzonte, i Consulenti si sono già impegnati. Come?
Qualche novità.
Dedicati alle riforme i finanziamenti comunitari NextGenerationUe.
I fondi Pnrr sono stati declinati tra varie iniziative, spiccano due progetti.
Il “GOL” che presenta percorsi specializzati per l’inserimento lavorativo delle persone e il programma SD di investimento Sistema Duale.
Tutti e due sono in corso.
Presentazione di Pareri e Clia
A Bologna ha debuttato il modello Clia, l’Intelligenza Artificiale ideata per supportare gli impegni di studio dei Consulenti del Lavoro.
In tre giorni sono stati illustrati i pareri resi di recente dal Consiglio nazionale dell’Ordine al Comitato economico e sociale europeo (CESE).
I pareri vertevano sulle linee guida Europee per l’occupazione e l’impatto dei sistemi intelligenti sul mercato del lavoro, illustrati dal Segretario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Giovanni Marcantonio.
“Sugli orientamenti del mercato del lavoro di tutti gli Stati europei si pone l’accento su autoimpiego, lavoro professionale, salari e welfare aziendale” ha detto Marcantonio, mentre per il secondo parere ha evidenziato come “la rapida evoluzione dell’IA generativa reca la consapevolezza delle distorsioni informative legate all’uso della tecnologia, che possono indurre ad avere una percezione sbagliata delle sue potenzialità e dei rischi correlati”.
Fake news, pishing, deepfake?
In italiano una parola emblematica riassume un po’ tutto. Stiamo attenti alle “Bufale”.

