17 Luglio 2024

Notizie dal mondo del lavoro, previdenza e fisco

Il lavoro multigenerazionale

Mi ha colpito molto leggere nei giorni scorsi un articolo comparso sul Washington Post, che parla delle differenti modalità comunicative da tenere per dare un feedback a lavoratori che appartengono a generazioni diverse.

From Gen Z to boomers: How to give critical feedback at work” il titolo dell’articolo firmato da Danielle Abril.

Non è insolito imbattersi nella lettura dei giornali di oltreoceano in articoli che riguardano le differenze tra generazione e soprattutto di analisi sulla generazione Z e il rapporto dei giovani con il mondo del lavoro.

La considerazione di partenza – inizia da qui la giornalista americana- è che oggi nel mondo del lavoro, sia negli Stati Uniti che nel Vecchio continente, sono presenti lavoratori che appartengono a generazioni differenti: boomer, generazione X, millennials e generazione Z.

Per lungo tempo si è parlato di intercultura e di multicultura nel mondo del lavoro, oggi il dibattito si è spostato sul come rapportarsi con lavoratori che appartengono a generazioni differenti.

L’approccio del viaggio

Molto interessante l’approccio, citato dall’articolo, proposto da Megan Gerhardt, professoressa all’Università di Miami che compie un’analogia con quello che succede in un viaggio, quando si incontrano culture differenti e si cerca di lavorare sul proprio linguaggio per evitare che nascano malintesi. Allo stesso modo quando ci relazioniamo con popolazioni aziendali composte da lavoratori appartenenti a generazioni differenti, incontriamo differenti valori, differenti modi di lavorare e di vedere il lavoro.

Generazioni a confronto sul lavoro

Un lavoratore appartenente alla generazione dei boomer predilige la stabilità lavorativa, un lavoratore della generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) guarda con più attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavorativa; i millennials (nati tra il 1981 e il 1996) sono più attratti da opportunità di crescita e flessibilità, mentre la generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012), a cui appartengono i c.d. nativi digitali, sono più legati a temi quali la sostenibilità, la diversità e l’inclusione.

La sfida per i manager oggi è quello di cogliere queste differenze e valorizzarle, di comprendere anche quali leve muovere per generare maggiore coinvolgimento dei lavoratori.

Daniele La Rocca

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