Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, in un’intervista al Corriere della Sera sostiene che l’Italia non è esattamente una terra di culle affollate e i capelli bianchi avanzano sul calendario. Ma dipingere scenari apocalittici proprio ora che bolle in pentola la nuova Legge di Bilancio è uno sport pericoloso: la paura, si sa, fa fare brutti scherzi.
Secondo le analisi dei flussi demografici, non ci sarà alcuna “valanga” improvvisa di pensionamenti pronti a travolgere le casse dello Stato. Certo, la transizione demografica è una bella gatta da pelare, ma il sistema è più robusto di quanto si creda. A patto, ovvio, di non giocare a dadi conIl testo evidenzia come, secondo il Professor Alberto Brambilla (Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali) e la posizione dell’Anap, le previsioni di un imminente default del sistema pensionistico italiano a causa dell’invecchiamento della popolazione siano infondate e allarmistiche. Il sistema viene descritto come fondamentalmente solido e sostenibile sia nel breve-medio che nel medio-lungo periodo.
Gli elementi chiave per garantire la tenuta del sistema previdenziale nel tempo e gli aspetti critici sollevati dal testo si strutturano nei punti seguenti.
Punti chiave per la sostenibilità del sistema
- Separazione tra previdenza e assistenza: Distinguere nettamente i contributi versati per la pensione dai sussidi sociali (invalidità, sostegni alla povertà, integrazioni al minimo) per evitare di appesantire il bilancio pensionistico.
- Stop ai prepensionamenti di massa: Limitare i canali di pensione anticipata (come Quota 100/103 o APE) ed evitare eccessive anticipazioni, adeguando l’età pensionabile all’aspettativa di vita.
- Aumento del requisito contributivo: Innalzare gradualmente da 20 a 25 anni la contribuzione minima richiesta per la pensione di vecchiaia.
- Rilancio del lavoro e lotta all’evasione: Aumentare l’occupazione (soprattutto per donne e giovani) e contrastare il lavoro sommerso per raggiungere un rapporto ottimale di 1,5 lavoratori attivi per ogni pensionato.
- Promozione della previdenza complementare: Incentivare l’adesione ai fondi pensione integrativi privati, in particolare per le nuove generazioni.
Rischi e priorità per il Governo
- Allarmismi strumentali: Paventare dissesti futuri del sistema previdenziale, specie in fase di preparazione della Legge di Bilancio, viene giudicato pericoloso poiché potrebbe servire da pretesto per giustificare nuovi tagli o penalizzazioni sui meccanismi di rivalutazione per chi è già in pensione (soprattutto in una fase di ripresa dell’inflazione).
- Priorità d’intervento: La vera urgenza per il Governo deve essere la promozione di politiche attive per il lavoro e lo sviluppo economico, piuttosto che continui interventi correttivi sui parametri di uscita dal mercato del lavoro.

