L’Ultimo Turno di Petra Volpe
Grey’s Anatomy, Dr. House e E.R. – Medici in prima linea rappresentano, probabilmente, la triade di serie televisive che hanno segnato intere generazioni con scenari concitati legati al mondo ospedaliero. Questo genere, conosciuto come medical drama, raccoglie quelle narrazioni in cui gli intrecci si sviluppano tra reparti, cliniche e studi specialistici. La costruzione narrativa mira non solo a raccontare la quotidianità del personale sanitario e dei pazienti, ma anche a scandagliare l’evoluzione del rapporto di fiducia e di conflitto che si instaura tra chi cura (medici, infermieri e operatori) e chi riceve assistenza.
Con un approccio più documentaristico, l’ultima opera filmica di Petra Volpe, regista e sceneggiatrice svizzera, indaga a fondo le dinamiche che rendono il sistema sanitario una complessa macchina i cui ingranaggi non scorrono in modo armonico. In L’ultimo Turno (2025) la cinepresa insegue un solo personaggio: Floria, un’infermiera che diventa il filo conduttore della narrazione. Attraverso la sua routine emergono le incrinature di un turno di lavoro infinito: i minuti che sembrano sempre troppo pochi, il personale costantemente insufficiente e il peso crescente delle responsabilità quotidiane. Floria diventa – agli occhi dello spettatore – il simbolo di una professione, intrappolata in un equilibrio precario tra dedizione e logoramento.
Calo nelle iscrizioni in infermieristica: le ragioni
Lo scorso lunedì 8 settembre in quarantuno Atenei italiani si sono svolti i test per l’accesso al corso di laurea in Infermieristica. Sono arrivate – secondo quanto diffuso della Fnopi (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) – all’incirca 19 mila candidature per 20.699 posti disponibili. Il dato, che evidenzia un leggero calo rispetto agli anni precedenti, è dovuto – secondo l’ente pubblico – da «carichi di lavoro elevati, retribuzioni non adeguate, limitate prospettive di carriera e difficoltà nel conciliare vita lavorativa e familiare, tutte ragioni che renderebbero meno attrattivo il percorso infermieristico».
Un settore meno attrattivo? Le testimonianze
Come evidenziano le storie raccolte nella sezione dedicata alle testimonianze di Nurse24, portale informativo curato da operatori sanitari esperti, il sistema sanitario italiano mostra crepe che gravano sul personale.
L’articolo intitolato Meritiamo di meglio denuncia infermieri esausti e stremati, «saturi di un sistema che non funziona, stanchi di chinare la testa aspettando la loro razione giornaliera di provviste che li fa sopravvivere invece di vivere».
Un’altra testimonianza dal titolo emblematico, Noi infermieri, tappabuchi di un sistema al collasso, evidenzia come la carenza di organico trasformi gli operatori in “tappabuchi” sovraccaricati di attività e responsabilità, esposti a aggressioni e spesso richiamati in servizio anche nei giorni di riposo.
Infine, il racconto intitolato Infermiere del PS lascia il posto fisso e torna al Sud: “Vado a lavorare nel privato” descrive la realtà di Pavels Krivols, un infermiere che, pur percependo uno stipendio vicino ai duemila euro al mese, è costretto a dividere una stanza con tre colleghi: un segnale tangibile di come la retribuzione non sia sufficiente a sostenere l’attuale costo della vita.
Insomma, quanto emerge dalle testimonianze e dai dati restituisce l’immagine di una professione essenziale ma messa a dura prova da condizioni che ne minano la sostenibilità. È lo stesso scenario che Petra Volpe mette a fuoco in L’Ultimo Turno (2025): un racconto che invita a osservare da vicino il vissuto quotidiano di chi lavora in corsia.
Kim Valerie Calingasan Vilale
La Rocca e Associati S.p.A.

