25 Febbraio 2024

Notizie dal Mondo del lavoro, previdenza e fisco

I tirocini: un approfondimento

NOZIONI E FINALITÀ

Gli stages interessano le persone che hanno già assolto l’obbligo scolastico e, pur costituendo un inserimento temporaneo all’interno del mondo produttivo, di fatto non configurano un rapporto di lavoro.

Nel nostro ordinamento, è possibile distinguere due macro-tipologie di tirocini, tra loro differenti innanzitutto per nozione e finalità.

Il tirocinio curriculare è un percorso di formazione incluso nel piano di studi delle università e degli istituti scolastici in genere. La finalità primaria del tirocinio curriculare è, infatti, mirata ad affinare il processo di apprendimento attivando la modalità di alternanza scuola/lavoro.

D’altro canto, il tirocinio extra-curriculare è una misura formativa di politica attiva, finalizzata a creare un contatto diretto tra soggetto ospitante e tirocinante per favorirne l’arricchimento del bagaglio di conoscenze, l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

Sono solo questi ultimi ad essere disciplinati direttamente dalle Regioni e Province autonome, nonché da alcuni standard minimi comuni definiti a livello nazionale. Gli stages curriculari, invece, sono determinati principalmente sulla base di quanto previsto dai regolamenti di istituto o di ateneo.  

Pur non costituendo un rapporto lavorativo, i tirocini disciplinati nelle linee-guida sono altresì soggetti all’obbligo di comunicazione obbligatoria da parte del soggetto ospitante.

I SOGGETTI COINVOLTI

Per perfezionare l’efficacia degli stages è necessaria l’ interazione di  tre tipologie di soggetti: il promotore, l’ospitante ed il tirocinante.

Per attivare un tirocinio è essenziale una convenzione tra un soggetto promotore  e un soggetto ospitante corredata da un piano formativo.

Il promotore è il soggetto che dà impulso al processo di tirocinio, mentre l’ospitante è colui il quale permette la realizzazione del tirocinio presso la propria sede.

In linea generale, proprio per le differenti finalità sopra delineate, per i tirocini extra-curriculari sia la nozione di soggetto promotore che quella di tirocinante, coinvolgono sicuramente delle aree semantiche più ampie.

Se per gli stages curriculari l’attivazione è ammessa solo da parte di
università, istituzioni scolastiche o centri  di formazione professionale, aventi determinati requisiti legiferati, per gli extra-curriculari è possibile che  il soggetto promotore possa avere anche una differente connotazione (a titolo esemplificativo: servizi per l’impiego e agenzie regionali per il lavoro, comunità terapeutiche ecc.).

Le medesime differenze possono essere colte anche nell’individuare la figura del tirocinante stesso: uno studente o allievo nei tirocini curriculari, mentre i tirocini extra-curriculari sono rivolti, ad esempio, a soggetti in stato di disoccupazione,  a lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, a lavoratori a rischio di disoccupazione, oppure a soggetti già occupati in cerca di altra occupazione o a soggetti disabili e svantaggiati.

DURATA ED INDENNITÀ

Generalmente la durata dei tirocini curriculari è collocata all’interno di periodi di frequenza del corso di studi, anche se non sono direttamente collegati al riconoscimento di crediti formativi.

La durata effettiva del tirocinio extra-curriculare deve essere congrua in relazione agli obiettivi da conseguire. Nella  generalità dei casi, la durata minima del tirocinio non può essere inferiore a 2 mesi mentre la massima, comprensiva di proroghe e rinnovi, è di 12 mesi ad eccezione dei tirocini per disabili per i quali è fissata in 24 mesi.

Al fine di evitare un uso distorto del tirocinio extra-curriculare è previsto il riconoscimento di un’indennità minima per le attività svolte dal tirocinante, non inferiore a 300 euro lordi mensili che le Regioni possono elevare nella messa a punto delle norme regionali.

L’indennità è configurabile come un reddito da lavoro assimilato (art. 50 TUIR) ma non comporta la perdita dello stato di disoccupazione.

Essendo, invece, il tirocinio curriculare primariamente finalizzato all’apprendimento dello stagista, non è obbligatoriamente prevista un’indennità di partecipazione.

Non è esclusa, tuttavia, la possibilità che il soggetto ospitante possa decidere in via del tutto volontaria di corrispondere al tirocinante un’indennità di partecipazione o un rimborso spese.

In Primo Piano

Continua a leggere

Tirocini formativi con cittadini Extra Ue: il contributo dell’Anpal

Una nuova agevolazione è disponibile per chi stipula tirocini formativi con cittadini stranieri nonappartenenti all'Unione Europea, grazie al Programma "La Mobilità Internazionale del Lavoro", attuato da Anpal Servizi S.p.A. I tirocini in commento, specifica l'Anpal, dovranno avere una durata compresa tra...